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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – CASA DELLA SALUTE, PERRI:«ECCO QUELLO CHE HA FATTO L’ASP»


Direttore generale Azienda Sanitaria replica alle accuse di immobilismo mosse dal presidente del Consorzio di Metanizzazione delle Serre Pino Pitaro

di REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 24 MAGGIO 2016 –  Il Direttore generale dell’Asp  di Catanzaro, Giuseppe Perri, con la finalità di garantire il dovuto diritto di replica, interviene a seguito della nota riguardante la “Casa della Salute di Chiaravalle”, a firma dell’avvocato Giuseppe Pitaro, nella qualità di Presidente del Consorzio di Metanizzazione delle Preserre, recentemente diffusa dagli organi di stampa  Perri così replica:

“Il silenzio che avvolgerebbe la vicenda “Casa della Salute di Chiaravalle” ed il sincrono attenuarsi della tensione politica nel merito della stessa, strettamente correlato al solo presunto (da parte dell’Avv. Pitaro) immobilismo dell’ASP, è forse conseguenza, molto semplicisticamente, della disattenzione dell’autore della nota in oggetto.

L’Azienda ha volutamente evitato di dare pubblico risalto alle attività in essere, al fine di tenersi ben lontana dall’agone della politica, oggi canalizzato alle ormai prossime elezioni amministrative per l’elezione del sindaco di Chiaravalle.

Molto correttamente si è scelto di evitare di dare diffusione alle comunicazioni a mezzo stampa che avrebbero potuto essere mal interpretate e ritenute strumentali ad una mission ben diversa da quella propria di un’Azienda Sanitaria, che dovrebbe esclusivamente preoccuparsi di contribuire a tutelare la salute dei cittadini e non già fare da sponda a, seppur legittimi e democratici, interessi di natura elettorale.

Fatta tale doverosa premessa di carattere generale ed a connotazione esclusivamente “divulgativa”, entriamo nel merito dell’accusa di immobilismo – burocratismo avanzata dall’Avvocato Pitaro nei confronti dell’ASP di Catanzaro. Qui di seguito vengono elencate le attività, tutte innovative, che hanno caratterizzato il “progetto Chiaravalle” nel breve volgere degli ultimi quattro mesi (gennaio – aprile 2016) e che riguardano l’attivazione dei seguenti servizi:

Ambulatorio per le fragilità; Ambulatorio per i disturbi cognitivi; Riabilitazione Estensiva a ciclo diurno; Centro per la prevenzione, diagnosi e cura delle Apnee Ostruttive nel sonno (Osas), oggetto di Accordo Stato – Regioni del 12 maggio 2016 (abbiamo anticipato un atto di programmazione nazionale); Day serviceambulatoriale in riabilitazione; sistema di telemedicina per pazienti in ADI; sistema di prenotazione direttamente negli studi dei medici di medicina generale e negli ambulatori specialistici;Ambulatorio di vulnologia; Percorsi Integrati di Cura (i cosiddetti Pic) in tema di: Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, Diabete, Ipertensione arteriosa; Percorso di formazione – lavoroper gli studenti dell’Istituto Scolastico Enzo Ferrari.

Servizi, questi, che si aggiungono a quelli già attivati nel corso del 2015 e che sono stati oggetto, novità assoluta nel panorama calabrese, di opportuna rendicontazione sociale in occasione del convegno del dicembre 2015. Si sottolinea come, seppur formalmente invitati, i signori sindaci del comprensorio non hanno inteso, certamente per valide ma a noi sconosciute motivazioni, aderire.

In quanto poi alla condivisione – partecipazione dei cittadini, i veri protagonisti del “diritto di cittadinanza”, si rammentano l’attivazione del Forum dei Cittadini e del Punto di ascoltogestito dalle Associazioni di volontariato, ospitate nella Casa della Salute.

Veniamo adesso alla formazione degli operatori.

Dal gennaio 2016 è stata avviata la seconda annualità del percorso di formazione – azione in collaborazione con l’Osservatorio Regionale per la Salute e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’UNICZ. Attività, questa, ritenuta strategica per valorizzare i professionisti, considerando che l’identità professionale di tipo ospedaliero non si cancella con un colpo di spugna ma ha necessità di essere supportata grazie alla leva della formazione. O pensa, forse, l’Avvocato Pitaro che i professionisti possano cambiare rapidamente “abito” e trasformarsi, per magia e nel breve volgere di poche ore, da operatori ospedalieri in operatori territoriali ?

L’Avvocato Pitaro, anche in ragione dei suoi trascorsi di amministratore locale, ben sa che l’ospedale è orientato a trattare le malattie acute mentre le strutture territoriali, e la Casa della Salute lo è, sono orientate prevalentemente al prendersi cura delle cronicità. Avrebbe forse preferito l’avvocato Pitaro l’improvvisazione ed il dilettantismo con mortificazione dei lavoratori, dei ruoli professionali e del gravoso onere di essere protagonisti di una rivoluzione culturale, prim’ancora che professionale ? 

Il confronto con altre realtà nazionali, che tecnicamente viene definito benchmark (metodologia di confronto sistematico), non ha la funzione di copiare dagli altri e di replicare. Non è l’occasione di una vacanza ma è, essa stessa, momento di formazione e di condivisione di esperienze differenti, perché originate in contesti diversi, per ricomporre, seppur nella diversità, un filo conduttore organizzativo/assistenziale univoco ed efficace. O pensa l’Avvocato Pitaro che tale metodologia scientifica di crescita e di condivisione, sia sprecata per Chiaravalle e per i suoi operatori?

Dobbiamo forse metterci i paraocchi e non guardare al di là dalla punta del nostro naso professionale?

Siamo molto umili e riteniamo che mettere a confronto le esperienze possa migliorare il nostro lavoro per i cittadini e far migliorare gli altri con la nostra esperienza.

Chiaravalle non è l’avatar di una casa della salute posta a nord della linea gotica.

La casa della Salute di Chiaravalle è se stessa e non ha prototipi progettati da altri, né ha la presunzione di divenire, a sua volta, prototipo. Ma gli operatori della Casa della salute di Chiaravalle hanno avuto il coraggio di mettersi in discussione e di non divenire passivi contenitori di spinte che nulla hanno a che fare con l’assistenza e con il dovuto riconoscimento del diritto di cittadinanza. Hanno avuto il coraggio di confrontarsi, di porsi in posizione di ascolto e di esprimere, al di fuori dai confini del proprio ambito di attività, idee ed esperienze. Tutto ciò, mi si consenta, non è turismo professionale ma espressione, semmai, di una grande dignità professionale.

La nostra cultura in tema di organizzazione e pianificazione dei servizi sanitari ci impedisce di ritenere che la costruzione di un servizio sanitario possa essere replica di un altro servizio programmato e pianificato altrove. Sappiamo bene, del resto è il nostro mestiere, che la contestualizzazione epidemiologica, geografica e socioeconomica rappresentano la baseline imprescindibile, l’abc, da cui partire.

E non è vero che la politica (tutta in maiuscolo) abbia dimenticato Chiaravalle se è vero, com’è vero, che nel marzo scorso la Commissione Consiliare Sanità e Politiche Sociali ha convocato l’Asp di Catanzaro in audizione per conoscere lo stato dell’arte sulla casa della salute.

Seppur in silenzio, l’Asp non ha spento i riflettori della propria programmazione su Chiaravalle, non ha calato il sipario. Il nostro, ci venga consentito il riferimento cinematografico, è “il silenzio – operoso e dignitoso – degli innocenti”. Non è immobilismo, nè burocrazia. 

Per chiudere vorremmo sin d’ora invitare l’avvocato Pitaro, il 2 e 3 dicembre 2016, a partecipare alla seconda rendicontazione sociale delle attività della Casa della salute di Chiaravalle, nel corso della quale verrà presentata la “Carta dei Servizi della Salute di Chiaravalle”. 

In quella sede sicuramente il Presidente del consorzio per la metanizzazione potrà arricchirci delle sue opinioni e delle eventuali critiche di cui faremo tesoro per migliorare nell’interesse esclusivo dei cittadini di Chiaravalle.”

 

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