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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – ANNOZERO: «DISSESTO, COME MAI TUTTO TACE SULLA CITTA’?»


Il movimento politico rilancia sul dissesto finanziario a quasi un anno dalla sua dichiarazione. «Ancora non si conosce l’ammontare del buco finanziario del Comune»

di Fra. PO.

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 11 NOVEMBRE 2015 – «Sono trascorsi oltre 210 giorni dall’insediamento dell’organismo straordinario di liquidazione al Comune di Chiaravalle Centrale, nominato con decreto del Presidente della Repubblica del 18 marzo 2015. La commissione insediatasi giorno 1 aprile 2015, giusta deliberazione n.1 di pari data, a tutt’oggi sembra non avere ancora definito il piano della massa passiva o, meglio, la comunità chiaravallese non è stata informata sulla reale situazione debitoria dell’ente, né risultano pubblicate all’Albo pretorio informazioni in tale direzione». E’ quanto si legge in una nota del movimento AnnoZero.

«L’art. 254 comma 1 del Tuel – prposegue la nota –  assegna all’organo straordinario di liquidazione l’accertamento della massa passiva mediante la formazione, entro 180 giorni dall’insediamento, di un piano di rilevazione, con possibilità di proroga ad oggi non resa nota. E invece nessuna notizia all’orizzonte. Eppure la comunità intera vorrebbe conoscere la situazione debitoria dell’ente, tenuto conto che la fallimentare e deleteria amministrazione uscente, guidata dal  tandem Tino-Pelaia, ha sempre giocato con i numeri, senza mai dare una lettura reale della situazione finanziaria ereditata e prediligendo, al contrario, un atteggiamento omissivo e contraddittorio.

«Questa  – si legge ancora –  è la situazione al momento: non si conosce l’ammontare dei debiti fuori bilancio; dei debiti iscritti in bilancio; dei debiti derivanti da procedure esecutive  dei debiti presso gli istituti di credito a seguito dei mutui; dei debiti potenziali in virtù dei giudizi giudiziari ancora pendenti. Insomma, manca un quadro sinottico chiaro, semplice ma, soprattutto, veritiero. Nulla si dice sulle reali motivazioni che hanno determinato la dichiarazione di dissesto finanziario. Nulla si dice sulle responsabilità della politica e degli uffici che, in sinergia, hanno determinato il default dell’ente comunale. Nulla si dice sui crediti caduti in prescrizione, accertati dalla Corte dei Conti, che in realtà rappresentano mancate entrate per le casse comunali: eppure la cifra potrebbe superare i 2 milioni di euro. Nulla si dice sulla gestione confusa e pasticciata della contabilità dell’ente. Nulla si dice sui bilanci irregolari e inattendibili approvati dall’amministrazione uscente. Nulla si dice sull’omessa dichiarazione di dissesto, trascinatasi per anni, e su quali motivi hanno determinato l’ex sindaco Tino a nascondere la massa debitoria ereditata, funzionale al dissesto. Nulla si dice sulle procedure giudiziarie contro il Comune, nonostante l’amministrazione defenestrata avesse affidato specifico incarico ad un legale di fiducia, per ricostruire la situazione dei contenziosi giudiziari, e valutare l’ammontare dei debiti potenziali. Annozero accende i riflettori su questa situazione ed invita l’organo straordinario di liquidazione a fornire le dovute informazioni».

«Crediamo  – sottolinea ancora AnnoZero –  che conoscere lo stato di salute dell’ente sotto il profilo finanziario e capire le cause che hanno determinato questa catastrofe finanziaria sia un atto dovuto e non da secretare. Dal momento che i cittadini contribuenti, attraverso il principio della fiscalità alle massime aliquote, vengono chiamati a pagare i danni provocati da altri, figli di una gestione politico-amministrativa disastrosa, gli stessi cittadini hanno il diritto di essere informati. Come si può pretendere dai cittadini un simile sacrificio economico, morale, politico, tenendoli all’oscuro di tutto? Il problema, però, al di là delle interpretazioni, resta un altro. Ovvero quello delle cifre. E’ inverosimile che dopo un anno, malgrado Corte dei Conti, Mef, Osl (Organismo straordinario di liquidazione), Ministero degli Interni, non sia dato sapere a quanto ammonta il buco del Comune di Chiaravalle Centrale. Del resto che vi siano le “sabbie mobili” in via Castello Annozero l’ha evidenziato più volte. I cittadini vogliono sapere per filo e per segno quale sia l’entità del dissesto del loro Comune, quali le cause e le responsabilità, dal momento che tra pochi mesi si andrà alle urne per eleggere il nuovo consiglio comunale. E’ impensabile andare alle urne nel silenzio più cupo. Un silenzio che potrebbe favorire proprio chi ha determinato e portato l’ente in una simile situazione di default finanziario».

«Annozero lancia un appello anche agli organi regionali di controllo  – conclude la nota –  chiedendo come mai tutto tace su Chiaravalle, una città da anni sotto le lenti d’ingrandimento e con evidenze già riscontrate relative a gravi profili di irregolarità contabile e di pregiudizio nella gestione della cosa pubblica. Tutto ciò accade a Chiaravalle Centrale, mentre in altre regioni, per simili situazioni, sono giunte in tempi brevi addirittura le sentenze».

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