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CENADI (CZ) – CONSIGLIO STA CON LE FAMIGLIE: CONFERMATE TARIFFE SERVIZIO IDRICO


Scelta tiene conto congiuntura economica e difficoltà per mancanza lavoro. Approvate anche aliquote Imu

di Franco POLITO

 CENADI (CZ) – 7 MARZO 2016 –  Mancava l’opposizione nel consiglio comunale chiamato ad approvare le nuove tariffe Imu e quelle dei consumi idrici.

Il sì unanime ai punti all’ordine del giorno è arrivato solo dalla maggioranza che ha deciso di confermare anche per l’anno in corso le tariffe 2015 del servizio idrico integrato comprensivo di acquedotto,  fognatura e depurazione. Una scelta di chiaro valore “solidaristico” che tiene conto della congiuntura economica del periodo e delle difficoltà delle famiglie sommerse da tasse, spese e mancanza di lavoro.

Tradotto in numeri, i cenadesi per l’uso domestico “ex Casmez” continueranno a pagare 0,25 euro per consumi da 0 a 50 metri cubi; 0,35 per consumi da 51 a 100; 0,52 euro per consumi da 101 a 200 e 1 euro per quelli superiori a 200 metri cubi.

Per l’uso domestico dell’acquedotto di località “Minghiozzo”, invece, le aliquote restano fissate a 0,25 euro per i consumi da 0 a 50 metri cubi;  0,35 per consumi da 51 a 100; 0,52 da 101 a 200 e 1 euro per i consumi superiori a 200  metri cubi.

Non cambia nulla anche per gli altri usi con un importo di 0,25 per consumi da 0 a 12 metri cubi; 0,75 per quelli da 13 a 50 e 1 euro 3 50 per i consumi superiori a 50. Unica resta l’aliquota per le utenze industriali fissata a 0,75 euro. Nessuna novità nemmeno per le acque reflue: la depurazione si paga a 0, 27 euro, la fognatura a 0,10.

“Ai fini della determinazione della quota tariffaria – ha spiegato il sindaco Alessandro Teti –  il volume dell’acqua scaricata è pari al volume d’acqua fornita, prelevata o comunque accumulata ovvero il 100%. Inoltre, con riferimento alle entrate, il rapporto annuo di copertura dei costi del servizio idrico, quali risultanti dalla somma dei costi operativi e degli ammortamenti, è pari al 90,07%”.

Capitolo Imu: per l’anno 2016 l’aliquota base è dello 0,76 %; quella  ridotta dello 0,4 mentre l’aliquota per gli immobili della categoria “D” è dell’1,06 %.

L’assise, infine, ha preso atto che non esistono servizi a domanda individuale ed ha approvato i verbali della seduta precedente.

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