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CENADI (CZ) – AZIENDA PRIVA DI REGISTRAZIONE, STOP A VENDITA LATTE


Sindaco ha emesso ordinanza disponendo l’utilizzo del prodotto ai soli fini zootecnici aziendali. Il titolare ha ammesso che «l’allevamento è ad esclusivo indirizzo produttivo di carne»

di Fra. PO.

CENADI (CZ) – 24 LUGLIO 2015 –  Un provvedimento suggerito da motivi di sicurezza igienico – sanitari. E’ l’ordinanza emessa dal sindaco Alessandro Teti. Destinatario dell’atto d’imperio  il conduttore di un’azienda ovi – caprina del posto.

Teti gli ha imposto il divieto di «raccolta, trasformazione e vendita del latte e dei suoi derivati con l’utilizzo dello stesso latte ai soli fini dell’alimentazione zootecnica in azienda». Il motivo? La mancata registrazione dell’azienda come produttrice di latte crudo secondo le disposizioni previste dall’articolo 11  del decreto presidenziale n. 54 del 1997 e dall’articolo 6 del Regolamento Cee n. 852 del 2004.  

La premessa all’ordinanza sono state le verifiche condotte alle stalle dell’azienda Servizio Veterinario dell’Asp di Catanzaro, Unità Operativa  di Soverato. Nel corso dei controlli il titolare avrebbe ammesso, assumendosene la responsabilità, che «l’allevamento è ad esclusivo indirizzo produttivo di carne».

Il sindaco, inoltre, ha disposto che la polizia locale presenzi e relazioni sull’esecuzione di quanto ordinato. Teti, infine, ha disposto la trasmissione di copia del provvedimento alla stazione dei carabinieri di san Vito sullo Jonio  e all’Ufficio Veterinario dell’Asp catanzarese con sede a Soverato.

Per iniziare l’attività di produzione di latte crudo destinato alla produzione di “latte fresco pastorizzato di alta qualità” o in seguito a modifiche impiantistico/strutturali dell’azienda, subentro, cambio di ragione sociale, cessazione di attività, occorre innanzitutto presentare una domanda attraverso lo Sportello Unico Attività Produttive (Suap del Comune dove si trova l’impianto.

Dopodiché il Suap trasmette la pratica al Servizio Veterinario che, a sua volta verifica la completezza della documentazione presentata e qualora risulti incompleta ne chiede, attraverso il Suap, l’integrazione.

Il Servizio Veterinario, inoltre, effettua un sopralluogo di verifica dei requisiti igienico-sanitari. Nel caso di esito favorevole, comunica al Suap che la pratica si è chiusa positivamente mentre nel caso in cui alcuni requisiti non siano completamente rispettati, che l’attività si deve conformare entro un tempo definito, non inferiore  a 30 giorni. Dal canto sua la ditta, quando tutti i requisiti sono stati messi a punto, comunica attraverso il Suap che le non conformità rilevate sono state risolte, dopo di che il Servizio Veterinario provvederà ad effettuare un nuovo sopralluogo di verifica.

Nel caso di esito sfavorevole, invece, fa sapere che l’attività deve essere chiusa.

 

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