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CATANZARO – SVILUPPO E OCCUPAZIONE, MANNO: «SERVE IL CORAGGIO DI AVERE CORAGGIO»


Celebrata al consorzio di bonifica Ionio Catanzarese la Convention su dissesto idrogeologico, risorse idriche, difesa del suolo e Diga sul Melito

Articolo e foto di Franco POLITO

CATANZARO – 5 APRILE 2017 –  Senza politichese ma discutendo di fatti con parole semplici. Libera, aperta a tutti e senza interventi preimpostati.

La convention messa in piedi per discutere di “Territorio: Sviluppo e Occupazione” è andata proprio come Grazioso Manno l’aveva progettata. Una convention a cui ieri pomeriggio il presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, circondato dalla struttura apicale consortile, ha dato la forma e la sostanza di in un invito all’unità politico – istituzionale. Un invito «al coraggio per avere coraggio – ha detto rivolgendosi alla folta platea che ha riempito il salone conferenze del Palazzo della Bonifica – per affrontare insieme, e ad voce alta, le sfide attuali di una Calabria in crisi, in preda alla disoccupazione galoppante e con i cervelli in fuga».

Al “richiamo” sono accorsi in tanti: mondo consortile, operai, politici, sindaci, amministratori, sindacalisti, società civile, agricoltori. «Le battaglie si vincono insieme – ha insistito Manno –  Facciamolo ancora per le generazioni che verranno». L’intento è ridare “luce” al buio di una Calabria alla deriva, economicamente alla sbando e senza certezze per il domani».

Manno e il consorzio Ionio Catanzarese, invece, di certezze ne hanno. Sono tutte racchiuse nel documento che fissa le richieste portate con insistenza, ma finora invano, all’attenzione del governo regionale.

La prima è il completamento della Diga Melito. L’opera se ultimata, darebbe acqua alle città di Catanzaro e Lamezia Terme e ai Comuni del comprensorio oltre a innescare occupazione, turismo con vantaggi per le attività commerciali, industriali, l’agricoltura e l’idroelettrico. «Allo stato in cui siamo – ha ricordato Manno – non ci resta che la protesta. Per avere udienza dai vertici politici calabresi abbiamo fatto di tutto tranne che chiedere udienza a Papa Francesco».

Manno ha ribadito che si «tratta di una battaglia per la legalità in cui abbiamo pagato di persone e ne siamo fieri» assicurando che non metterà da parte le vie giudiziarie. «A breve – ha reso noto – consegnerò nelle mani del Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri,  un corposo dossier confermandogli quello che vado ripetendo da anni e cioè che l’Astaldi ci ha truffato».

Diga sul Melito ma non solo. Nelle idee di Manno, e dell’ente che rappresenta, c’è il rilancio del ruolo dei consorzi di bonifica attraverso la completa attuazione della Legge 11 del 2003, la stesura di un Piano Regionale di prevenzione del rischio idrogeologico per evitare sovrapposizione di competenze, la sburocratizzazione in materia di Forestazione e Piano Alvei favorendo il puntuale pagamento degli stipendi agli operai forestali e l’approvazione dei Piani dei Classifica.

E, ancora, il pagamento dei crediti di Forestazione, il rilancio del dialogo con la struttura regionale di controllo sugli atti dei consorzi di bonifica  e il ripristino dei contributi consortili. «Sia ben chiaro – ha sottolineato . non è assolutamente vero che la Regione Calabria ci finanzia. Semmai è il contrario». Dinnanzi ai tagli, il consorzio Ionio Catanzarese ha mostrato virtù «riducendo le spese inutili  – ha reso noto Manno – e attuando azioni che la Prefettura prima, poi il Ministero, hanno riconosciuto come esempio di “Buone Pratiche di Governo”».

Gli argomenti sono tanti e tali da smuovere la “nuova rivoluzione”. Chi ha preso la parola, pur dal proprio punto di vista, ha mostrato piena disponibilità e vicinanza. Lo hanno fatto i  consiglieri regionali Arturo Bova, Baldo Esposito e Mario Magno, il commissario di Calabria Verde, Aloisio Mariggiò, il sindaco di Fossato Serralta, Domenico Raffaele, l’ex sindaco di Catanzaro Francesco Granato, i sindacalisti Caterina Vaiti e Daniele Gualtieri, il rappresentante dei Comuni in seno al consorzio Ionio Catanzarese, Sergio Cosentino, il presidente dell’Associazione Nazionale Produttori Agricoli Calabria,  Giuseppe Mangone, il presidente del consorzio Tirreno Vibonese, Domenico Piccione, quello del consorzio Basso Ionio Reggino, Giandomenico Caridi,  e il numero uno di Anbi Calabria, Marsio Blaiotta.

«Di fronte a cotanto dire – ha concluso Manno – mi sento di affermare che noi non ci arrendiamo perché il coraggio di avere coraggio ce lo abbiamo. E da vendere».

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