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CATANZARO – Si avvia alla conclusione progetto “Il mare d’inverno”


Alessandro Mallamaci, curatore del progetto

Creato il primo archivio fotografico documentaristico dell’area ionica della provincia di Catanzaro

 di REDAZIONE

 CATANZARO – 3 LUGLIO 2015 –  Il progetto ha riscosso l’interesse di moltissimi appassionati di fotografia del paesaggio e si prepara ad essere completato nella sua fase finale che vedrà la selezione e la post produzione del ricco materiale prodotto, che diverrà oggetto di una prossima pubblicazione. L’ultima sessione del workshop “Il mare d’inverno” si realizzerà nella due giorni di fotografia dei “Fujifilm Days” organizzata per il 4 e il 5 luglio da “Cine Sud” a Montepaone Lido, unico concessionario autorizzato per la Calabria del prestigioso marchio.

  L’evento si comporrà di diverse occasioni ed opportunità per i fotografi professionisti e per tutti gli amanti della fotografia in generale, che  avranno gratuitamente la possibilità di provare tutte le novità dello storico marchio giapponese, di cimentarsi nell’arte ritrattistica nell’area shooting (con la partecipazione di modelle da fotografare) e di partecipare ai workshop gratuiti con gli Ambassador di Fujifilm. All’interno dell’evento, il Fujifilm X-photographers, Alessandro Mallamaci realizzerà un workshop di postproduzione  per selezionare e rielaborare gli scatti realizzati sul territorio della costa ionica catanzarese, per la prima volta oggetto di un’indagine fotografica capace di creare un archivio di immagini che restituiscono la realtà dei luoghi, lontano dagli approcci fino ad ora avuti. Non una selezione di immagini turistiche che tendono ad una natura non violata dall’uomo, ma una produzione che offre una riflessione sull’identità degli stessi luoghi, attraverso la loro antropizzazione.

 «Il progetto ha realizzato un archivio interessante perché unico nel suo genere- spiega il responsabile di Cine Sud Francesco Mazza- in cui non si è ripetuta una celebrazione dei luoghi dell’area ionica catanzarese che si è scelto invece di  indagare nella sua più profonda identità; in un’operazione concepita per restituire all’osservatore il rapporto che l’uomo vi ha instaurato nel corso degli anni. Proprio l’antropizzazione dei territori che da Guardavalle si estendono a Catanzaro Lido è stata restituita nei lavori che saranno ora selezionati per una futura pubblicazione che vuole colmare un vuoto attraverso la realizzazione di un racconto fotografico meno spettacolare ma dalla grande valenza documentaristica».

 I partecipanti al workshop, partito nell’autunno scorso, hanno realizzato la loro ricerca in un’area di circa 40 km compresa tra Guardavalle e Catanzaro lido creando un documento sulla situazione attuale. «Nessuno può farsi portatore di verità- spiega il curatore del progetto Alessandro Mallamaci- né può affermare di aver svolto un lavoro in maniera completa o esclusiva, ma di sicuro un approccio basato sul lavoro e sul ritorno nei luoghi, offre risultati estremamente più interessanti e utili rispetto a qualsiasi immagine esteticamente grade

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