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CATANZARO – SCUOLA, CORTE CONTI RESTITUISCE SEI DIRIGENTI SCOLASTICI A A SEDI PROVENIENZA


Riceviamo e pubblichiamo: 

CATANZARO – 6 FEBBRAIO 2018 – «Come ogni anno, nel mese di Giugno si inoltrano le richieste di trasferimento da parte del personale Dirigenziale della scuola. Lo scorso Giugno, sei dirigenti hanno presentato regolare richiesta di mobilità interregionale, ricevendo conferma di accoglimento dell’istanza in data 13 Luglio 2017.

La presa di servizio nelle nuove destinazioni è avvenuta con decorrenza 1° settembre 2017.

Da quella data si sono verificate una quantità enorme di avvenimenti tesi a far procedere la macchina didattico-amministrativa del mondo scuola. Ognuno dei sei, nella propria scuola ha operato scelte, ha conferito incarichi e posto in essere un modus operandi nuovo, individuale, unico.

Le comunità scolastiche, al cambio di dirigenza subiscono sempre un turbamento interno. Occorre stabilire nuove relazioni, far emergere professionalità sconosciute, adattarsi a metodi e direttive diverse. Questo è un processo di sostanziale rilevanza per far sì che la comunità scolastica tutta possa navigare in acque serene e progredire nell’ampliamento dell’offerta formativa da destinare all’utenza.

L’utenza. I ragazzi, gli studenti, con il loro diritto-dovere all’istruzione: ecco con chi ci si confronta. Ci si confronta con realtà diverse, con micro/macrocosmi che rappresentano il futuro del nostro mondo.

Nel mese di ottobre 2017, l’USR Calabria convocava i sei dirigenti in questione, dopo che si erano poste solide basi per il nuovo anno scolastico, comunicando loro che la Corte dei Conti sezione Regionale di Controllo per la Regione Calabria aveva ricusato il visto per la registrazione dell’affidamento dell’incarico dirigenziale conferito a seguito di mutamento incarico interregionale.

La domanda è: come mai ai sei dirigenti è stato notificato ufficiale decreto di accoglimento delle istanze di mobilità in data 13 Luglio e la Corte dei Conti si rende conto solo 3 mesi dopo della ‘svista’?

Contestualmente all’incontro di cui sopra, in data 24/11/2017, l’USR Calabria, deciso a tutelare i dirigenti, inviava nota al MIUR – Dipartimento per il sistema Educativo di Istruzione e Formazione – Direzione Generale per il personale scolastico richiedendo l’avvio della registrazione “con riserva” presso la Corte dei Conti Centrale di Roma.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, solo in data 26/01/2018 (dopo 5 mesi dalla presa di servizio e al termine di un intero quadrimestre scolastico) rispondeva negativamente affermando come “…nel caso in questione, concernente la mobilità interregionale di sei dirigenti scolastici, non si possa ravvisare la presenza di un superiore, generale interesse pubblico tale da giustificare l’attivazione della procedura in parola…”.

Alla ricezione di tale risposta, l’USR Calabria convocava i sei Dirigenti Scolastici e comunicava loro il procedimento di restituzione nel ruolo dei dirigenti scolastici delle rispettive regioni di provenienza entro dieci giorni dalla comunicazione.

Ma come mai sono state concesse ab origine le mobilità?

Qual è il danno erariale arrecato dai sei dirigenti e ravvisato dalla Corte dei Conti? E soprattutto, rimuovere un Dirigente Scolastico da un’istituzione scolastica a febbraio, davvero non rappresenta un superiore, generale interesse pubblico?

Le istituzioni scolastiche perderanno per effetto di tale provvedimento non solo dei Dirigenti, ma dei Presidi. Sì. La nuova nomenclatura li vede e li vuole DIRIGENTI. Un dirigente è colui il quale “ha funzioni direttive nell’ambito di una determinata organizzazione”. Un Preside dal latino preasidere, che letteralmente significa sedere innanzi, è caratterizzata dal fatto che il suo corpo docente dipenda da lui o da lei.

Ha compiti che vanno ben oltre la gestione fredda ed asettica di un Dirigente. Intesse relazioni umane. Instaura rapporti destinati a riflettersi nella scuola. Istituisce un clima d’intesa con genitori, studenti, docenti, personale scolastico ed enti locali. Abbandonare una scuola nel bel mezzo dell’anno scolastico è come mozzare la testa ad un corpo vivo.

Era davvero necessario questa “restituzione” alle regioni di provenienza? O è stato solo il modo più semplice per riparare ad un errore fatto da chi deve salvaguardare e far crescere il mondo dell’istruzione? Cosa sarà delle istituzioni scolastiche lasciate orfane? Commissariare una scuola non può essere paragonata al commissariamento di un comune o di un’azienda qualsiasi.

Si perderanno opportunità formative, si romperanno equilibri ormai consolidate, convenzioni e progetti in divenire subiranno uno stop con innegabili disservizi. Tale danno è lontanamente paragonabile al presunto, e per nulla chiaro, danno erariale paventato dalla Corte dei Conti?»

L’Istituto Istruzione Superiore “Enzo Ferrari” Catanzaro

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