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CATANZARO – PROTEZIONE CIVILE, TANSI: «SE CONTINUA COSI’ MI DIMETTO»


“Ci sono soldi bloccati su scrivania burocrate”

di REDAZIONE 
Foto: YOUTUBE

CATANZARO – 3 OTTOBRE 2016 –  “La sala operativa della protezione civile regionale continua a bloccarsi ogni volta che un temporale fa andare via la luce. Anche i sistemi informatici sono inesistenti e quando esistono sono fatiscenti e inadeguati per la gestione di grandi emergenze. Tutto questo accade nella regione tra le piu’ esposte al mondo ai rischi naturali”.

A parlare e’ Carlo Tansi, responsabile della Protezione Civile della Regione Calabria. “Queste condizioni denuncia- mettono seriamente a in pericolo la sicurezza dei calabresi in caso di calamita’. Esistono fondi europei che potevano risolvere queste condizioni di fatiscenza della protezione civile regionale ma che rischiano di perdersi perche’ continuano a restare bloccati su quella maledetta scrivania di una funzionaria burocrate. Avrei voluto fare il suo nome e cognome.

Cosi’ come – dice ancora- non riesco ad ottimizzare la organizzazione di un personale professionalmente inadeguato e spesso non particolarmente affezionato al lavoro a causa di un micro-sindacato che ne ha bloccato il processo di riorganizzazione che avevo avviato da mesi, che difende interessi indifendibili attaccandomi pubblicamente dal primo giorno del mio insediamento e che nei giorni scorsi mi ha anche citato in giudizio per diffamazione a seguito di alcune dichiarazioni pubbliche apparse su Facebook su questo stato di cose.

Anche in questo caso – continua – avrei voluto fare nome e cognome. E questa e’ solo la punta di un enorme iceberg di difficolta’ che sto incontrando nell’espletamento nelle mie funzioni di dirigente: a causa di un perverso sistema burocratico-sindacale alimentato da certa politica animata da “faide” interne, ogni banale pratica si trasforma quotidianamente in un muro di gomma circondato da sabbie sempre piu’ mobili che impediscono il cambiamento”.

Poi aggiunge: “Con uno sfogo appassionato, giovedi’ scorso ho comunicato questa mia situazione di frustrazione e disagio ad uno dei massimi rappresentanti dei vertici politici della regione. Mi ha detto che sono tenuto ad osservare il comportamento deontologico che la legge mi impone in qualita’ di dirigente e che devo manifestare un comportamento piu’ consono al mio ruolo: non posso palesare le mie difficolta’. Da persona libera, che ha sempre rispettato la altrui liberta’, non posso reggere questa condizione. Non mi rimane – conclude – che dimettermi se queste situazioni non si risolveranno entro la prossima settimana”.

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