Stampa Stampa
21

CATANZARO – Manno: “Intorno alla Diga Melito giocata una sporca partita”


Sempre più risoluto: Grazioso Manno sulla Diga Melito "cambia verso"

Il presidente del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese” torna a parlare a muso duro dell’invaso. E si chiede: <<Quale ruolo ha avuto il “potentissimo” Ercole Incalza?>>

di Franco POLITO

CATANZARO – 18 MARZO 2015 – A muso duro. Come richiede la questione e come richiede lo sviluppo del territorio. Perché certi argomenti non ammettono le mezze misure o le vie a metà strada. Le cose o si dicono o si sta zitti. In questo caso Manno non solo parla, ma anche chiede.

In riferimento a quanto accaduto negli ultimi giorni, con l’arresto del “potentissimo” (così definito da tutti i commentatori) Ercole Incalza, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Renzi, al ministro Lupi, al sottosegretario Del Rio, al presidente dell’ Anticorruzione dott. Cantone e al Presidente Oliverio. 

<<Avendo letto tutte le notizie che lasciano stupiti, rispetto alla problematica delle grandi opere e dei lavori pubblici in generale – si legge nella lettera – resto sempre di più convinto che, intorno alla Diga sul Melito, sia stata giocata da alcuni una “sporca partita. La mente mi è tornata indietro al 4 luglio ed al 14 novembre 2008 quando, con due comunicati stampa, avevo chiesto “di accertare se, nel comportamento dell’Astaldi, vi era stato raggiro e dunque truffa e denunciavo chiaramente “Affari, manovre, soldi e potere: intorno a tutta la vicenda della Diga sul Melito”.

Manno non si è mai arreso nel difendere la realizzazione della diga sul Fiume Melito ed infatti ricorda <<che dal momento della rescissione del contratto con Astaldi ( sempre nel 2008 ) ho inviato centinaia di lettere e comunicazioni ai vari Presidenti del Consiglio, ai vari Ministri che si sono succeduti (Altero Matteoli, Corrado Passera e l’attuale Maurizio Lupi), senza mai ricevere alcuna risposta, né sono stato mai ricevuto per poter esporre il punto di vista dell’ente consortile. Guarda caso negli ultimi anni, il “dominus totale” delle grandi opere – come affermano tutti i media – è stato Ettore Incalza. Sempre dai giornali leggo – continua nella missiva – lo stesso Gip definisce il grande manager come colui che “ha diretto ogni grande opera, controllandone l’evoluzione in ogni passaggio formale; predisponendo le bozze della legge obiettivo; di anno in anno individua le grandi opere da finanziare e sceglie quali bloccare e quali mandare avanti>>.

E allora ecco la grande domanda. Quella da un milione di euro. La domanda che “nasce spontanea” come diceva qualcuno in tv. <<Ma allora la Diga sul fiume Melito c’entra qualcosa?>> si chiede Manno. Che poi, preso dalla mano, formula alcune domande che sono oggi di straordinaria attualità.

<<Perché questo silenzio assoluto da parte dei vari ministri? Perché la magistratura non è andata fino in fondo, rispetto ad una mia circostanziata denuncia e deposizione rilasciata l’8 aprile 2009 al dott. Giuseppe Borrelli, allora procuratore della Repubblica aggiunto presso la Procura della Repubblica di Catanzaro? Come mai lo stesso Incalza, pur da noi più volte interessato sulla vicenda, non ha mai preso posizione?>>

Dopo le domande, Manno enuclea alcune considerazioni. <<Abbiamo dimostrato in tutti i modi – dice – e con una serie di documenti, il valore strategico della Diga sul Melito, sottolineando tra l’altro che è un assurdo non completarla, tenuto conto che sono stati già spesi oltre 85 milioni di euro. Voglio ancora ricordare che il 3 giugno 2014, con una nota firmata dal sottoscritto e controfirmata da ben 52 Sindaci, è stato chiesto al premier Renzi l’inserimento dell’opera nel Decreto Sblocca Italia: da allora, più volte, abbiamo riscritto al premier ed ai vari ministri senza, anche in questo caso, ricevere alcuna risposta. Che anche su quest’opera vi sia la mano di Ettore Incalza?>>

Manno precisa e lancia un appello. <<Il dubbio – afferma Manno – lasciatemelo dire, è consentito. Sono anni che, quotidianamente, portiamo avanti, con fiducia e ottimismo,una battaglia che abbiamo e continuiamo a definire anche di legalità. Ma ancora oggi, nessun riscontro. La nostra pazienza è finita. Per l’ennesima e ultima volta chiedo a voi tutti un incontro urgente. Ove anche questa volta non dovessi ricevere un minimo di risposta, da questo momento cambieremo “verso”: mobiliteremo sindaci, istituzioni varie, associazioni e tutti coloro che ritengono giusta, nonché essenziale, la nostra battaglia per lo sviluppo e per l’economia della Calabria>>.

Il “fiato alle trombe manniano” è pronto. <<Chiamerò a raccolta – conclude – tutti “gli uomini di buona volontà”, e questa volta verremo sotto Palazzo Chigi e davanti al Ministero delle Infrastrutture e non faremo sconti a nessuno>>.

Contatti

Blog Traffic

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.