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CATANZARO – MADE IN CALABRIA E LEGGE SUL LAVORO AGRICOLO, QUESTE LE NECESSITÀ


Troppi “non sense” impensieriscono le associazioni di categoria e in particolare Confagricoltura che, ai candidati al Senato chiede: regolamentate le importazioni e il lavoro del comparto agricolo

 di REDAZIONE 

CATANZARO – 1 MARZO 2018 –  Made in Calabria e regolamentazione del lavoro agricolo.

 Sono stati questi i temi sui quali, il presidente di Confagricoltura Catanzaro Walter Placida, ha invitato a riflettere i candidati al Senato della Repubblica incontrati ieri pomeriggio nella sala del Consiglio Provinciale di Catanzaro.

Al dibattito, organizzato da Confcommercio, Confartigianato e Confagricoltura hanno partecipato gli aspiranti senatori Nicola Morra del Movimento 5 Stelle, Aquila Villella del Pd, Vitaliano Gemelli di Noi con l’Italia, il presidente provinciale di Confcommercio Pietro Falbo, il segretario generale di Confartigianato Alberto Tiriolo e Placida. 

«In Calabria, solo per quanto riguarda l’olio, sono state riconosciute quattro Dop e tutta la regione ha ottenuto la classificazione Igp; siamo l’unico territorio italiano a produrre bergamotto, cipolla di tropea e agrumi; questo per dire che la qualità qui da noi non manca ed è tangibile, quello che manca è piuttosto la sua promozione.

In questa campagna elettorale ho sentito quasi tutti i candidati parlare di made in Italy e a questo punto mi piacerebbe sapere che strada i partiti voglio intraprendere per la tutela del made in Italy ed in particolare del made in Calabria.

Pare che non ci si sia resi conto, infatti, che da un anni il made in Italy non è altro che la semplice trasformazione di prodotti non italiani: mi riferisco al settore della zootecnia – che ha un’importanza strategica anche in Calabria con seimila aziende addette -, alle importazioni di carne, di grano dal Canada, di frumento, di mais, ortaggi, passata di pomodoro cinese… insomma, di quale made in Italy stiamo parlando? 

Ma la cosa anomala è che l’incidenza dei controlli di qualità, è per lo più destinata alle aziende ed ai produttori italiani e non invece a tutti quei camion e container che oltrepassano le nostre dogane e arrivano nei nostri porti: bisogna prendere dei provvedimenti, dare delle regolamentazioni» ha detto Placida nel suo intervento.

Durante la discussione poi, il presidente ha ricordato come in Calabria l’agricoltura rappresenti il 50% dell’esportazione: «È l’unico settore che negli ultimi tre anni ha continuato a crescere  mantenendo il livello occupazionale, ma è anche uno dei pochi settori che ha subito gli effetti di alcune pessime scelte dell’Ue, come l’immissione nel mercato italiano di olio tunisimo, delle clementine marocchine e l’embargo russo sugli agrumi».

In conclusione Placida ha chiesto ai candidati presenti se la politica non abbia inteso che sia arrivato il momento di farsi carico di una nuova legge sul lavoro agricolo che salvaguardi i lavoratori e i loro diritti e, contestualmente ridia competitività ad un settore strategico per questa nazione. 

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