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CATANZARO – La Gioconda e la Calabria, un legame “misterioso”


gioconda

Un incontro al “Caffè Letterario” ha fatto riscoprire i segreti di Catanzaro. Con una sorpresa: il legame tra la dama dipinta da Leonardo e il capoluogo calabrese

Fonte: articolo di Gianni Romano (Il Quotidiano del Sud)

CATANZARO – 25 NOVEMBRE 2014 – Una puntata del “Caffè Letterario” di Catanzaro davvero ricca di sorprese è stata quella  tenutasi nei giorni scorsi e dove un pubblico molto numeroso era accorso per ascoltare e conversare sul tema dei misteri di Catanzaro.

L’iniziativa, moderata da Massimo Brescia, ha visto come protagonisti gli storici Corrado Iannino e Giuseppe Pisano i quali hanno letteralmente incantato la platea con le loro relazioni. Iannino rispolverando vecchi e rari testi ha parlato di leggende sui fantasmi che popolano alcuni rioni; di omicidi con risvolti paranormali e di altri episodi molto strani avvenuti in alcune zone della città.

Ciliegina sulla torta è stata la rivelazione di Pisano su alcune connessioni che esistono tra la Gioconda (il famoso dipinto di Leonardo da Vinci), la Calabria e Catanzaro. Dalla relazione del Pisano si evince che, innanzitutto, pare ormai certo che si chiamasse Monna Lisa Geraldini (o Gherardini), moglie di Francesco del Giocondo, ricco mercante fiorentino di seta e vestiti. Il celebre poeta e scrittore russo Dimitri Mereshkowski, nella sua opera del 1901 “La resurrezione degli Dei. Il romanzo di Leonaro da Vinci” afferma che “ell’autunno del 1506 Monna Lisa Gherardini, durante il viaggio di ritorno dalla Calabria, dove messer Francesco aveva concluso con suo grande vantaggio alcuni affari, era deceduta a Lagonegro, una piccolissima città sperduta…”.

Quanto affermato da Mereshkowski è sostenuto, tra l’altro, dallo studioso Domenico Rotundo il quale asserisce che “lo sfondo del ritratto della Gioconda riguarda la Valle del Noce che divide la Lucania dalla Calabria”. Dunque, “Leonardo – aggiunge Rotundo – venne in Calabria e a Lagonegro per dipingere lo sfondo paesaggistico della Gioconda, o il paesaggio gli fu suggerito da Francesco del Giocondo al suo rientro a Firenze? L’una ipotesi non esclude l’altra”.

Ma nessuno sa che molti membri della famiglia Geraldini d’Amelia (Umbria) a quel tempo erano massicciamente presenti in Calabria. Infatti, almeno quattro esponenti di questo casato (uno dei rami dei Gherardini trasmigrato da Firenze nel secolo XII) tra il 1467 e il 1570 ricoprirono incarichi di vescovi e arcivescovi di Catanzaro (Giovanni, Angelo, Sforza, Ascanio). Ed anche Giovanni Fiore da Cropani parla di un Geraldini che fu cappuccino col nome di Bonaventura. Alcuni storici sostengono che Agapito Geraldini di Amelia – parente di Monna Lisa che visse dal 1450 al 1515 – rivestì l’incarico di vescovo di Catanzaro, oltre che di primo segretario e consigliere di Cesare Borgia (duca Valentino).

E’ stato inoltre trovato un permesso concesso a Leonardo da Vinci nel 1502 che porta la firma di Agapito Geraldini! Nel Duomo della cittadina umbra si trova la monumentale tomba di Giovanni Geraldini (vescovo di Catanzaro dal 1467 al 1488) con scritto sulla lapide “apud Calabros… Cathacensis…” . Non si sa quando e per quali ragioni venne trasferita la sua tomba dalla chiesa di San Francesco.

Infine si è parlato di un notevole dipinto di ignoto custodito a Lago in Calabria che Rotundo, dopo approfondito studio, afferma essere di Leonardo Da Vinci. Da lì la domanda dal pubblico è sorta spontanea: Monna Lisa morì a Lago o a Lagonegro? A tale riguardo è intervenuto lo storico soveratese il quale ha affermato che sul dipinto del Santuario della Madonna delle Grazie a Margi di Lago esistono varie teorie tra cui quella che sia opera del Bachiacca.

Al termine della puntata i partecipanti, che per circa due ore erano rimasti letteralmente incollati alle poltroncine, hanno lasciato il locale visibilmente soddisfatti.

 

 

 

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