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CATANZARO, INCONTRI D’AUTORE UBIK CON BAUDI E MANZINI


Oggi  e domani alle ore 18 nelle sede della libreria

di Gianni ROMANO

CATANZARO –  16 NOVEMBRE 2018 –  Tornano gli Incontri d’autore Ubik.

Oggi, alle 18,30, nella sede della libreria Antonio Baudi presenta il suo libroLa ragione nel processo”. Con lui Nazareno Bosco.

Il diritto si presenta come un insieme di regole formulate in linguaggio tecnico e le parole sono indubitabilmente segni, da leggere e comprendere.

Così pure il fatto. Esso si presenta alla mente del giudice penale come una proposizione descrittiva nel capo d’imputazione, descrizione che pretende di enucleare un fatto di vita, accaduto ipotizzatamente nel passato. Il giudizio, che agli occhi del popolo pare compito di ordinaria amministrazione, è in realtà un terreno impervio, un percorso faticoso, irto di difficoltà di ordine giuridico, ermeneutico e logico.

Ogni funzione conoscitiva, anche quella giuridica, in fatto ed in diritto, richiede il convergere di saperi. Nello specifico, per giudicare occorre essere fenomenologo, ermeneuta epistemologo e logico: cogliere i segni del reale, saperli sagacemente intendere, ragionarci su, traducendo i risultati mentali in un discorso coerente e aderente ai fatti emersi.

E non basta: occorrono doti ulteriori, in parte endogene, caratteriali, di prudente distacco dai fatti di vita, di non coinvolgimento emozionale nei casi da valutare, ed in parte esogene, derivate dall’esperienza sul campo e dal continuo acculturamento, dottrinario e giurisprudenziale.

L’opera raccoglie i più recenti studi, con particolare riferimento a tematiche sul processo penale, anche sotto la luce della lunga esperienza vissuta faticosamente sul campo, e resta affidata alla prudente e benevola attenzione di chi è animato ancora dal desiderio di leggere e di riflettere.

Antonio Baudi, laureatosi in giurisprudenza a Messina con lode e tesi premiata dalla Presidenza della Repubblica, ha svolto le funzioni giurisdizionali a Torino, nel settore civile e lavoristico, poi a Cropani; quindi a Catanzaro nel Tribunale, consigliere in Corte d’Appello, presidente nella prima sezione penale ed in Corte d’Assise.

Nel giugno 2000 è stato nominato presidente della neo istituita sezione dei Gip. Infine, conseguite le funzioni direttive superiori con voto unanime del CSM, è stato presidente in Corte d’Appello con funzioni cessate per dimissioni dall’ordine giudiziario.

Autore di scritti giuridici e relatore in numerosi convegni, è stato scelto quale formatore nei corsi riservati dal CSM ai magistrati.

È autore di diverse pubblicazioni, quali, da ultimo, le due opere che espongono la summa del suo pensiero in tema di prova, entrambe edite dalla Rubbettino: Inspicere. Alle radici della prova penale (2000) e Prova ed ermeneutica. La conoscenza del fatto nel processo (2011).

Domani, invece, ore 18,00, tocca a Marisa Manzini presentare il suo libro “Fai silenzio ca parrasti assai”. Con lei Giovanni Garofalo, Pres. Corte d’Assise presso Tribunale Cosenza
Sabrina Rondinelli, Avvocato Penalista. Modera: Nunzio Belcaro

La ‘ndrangheta è un “elemento costitutivo della società calabrese”; le famiglie di ‘ndrangheta sono cellule della società e, come tali, respirano la stessa aria. Sono cellule malate, però, che si nutrono della parte sana della collettività, dissanguandola.

La forza della ‘ndrangheta sta nell’omertà, nella capacità di impedire che si parli della crudeltà e della prepotenza che la costrddistinguono. Il silenzio, a volte determinato dalla paura, altre volte dalla indifferenza o, ancora, dalla vicinanza, ne ha consentito diffusione e consolidamento anche al di fuori dei confini nazionali. È la forza della parola, il coraggio di denunciare, che potrà distruggerla.

Le parole fanno paura, ecco perché un capo, Pantaleone Mancuso, atterrito, perde il controllo, nel corso di una udienza in cui è imputato e urla al suo Pubblico Ministero: «Fai silenzio, fai silenzio, fai silenzio ca parrasti assai, hai capito ca parrasti assai, fai silenzio ca parrasti assai.»

Espressione dello stato d’animo di un boss che comprende che il muro che ha costruito per la protezione sua e della sua famiglia sta per essere infranto dal coraggio di chi usa la parola.

Marisa Manzini, magistrato, ha ricoperto gli incarichi di sostituto procuratore presso le procure di Lamezia Terme, la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e di sostituto procuratore generale a Catanzaro.

Dal 2015 è procuratore della Repubblica aggiunto a Cosenza. Ha diretto il comitato scientifico nel corso di Alta Formazione sulle “Politiche di contrasto alla mafia – Analisi delle mafie e delle strategie di contrasto” e ha fatto parte del Comitato scientifico nel corso di Alta Formazione sulle “Prevenzioni della corruzione nella Pubblica Amministrazione” organizzati dalla Fondazione della Università Magna Graecia di Catanzaro.

Autrice di articoli e di saggi su periodici, partecipa, da sempre, ad incontri con i giovani volti a diffondere la cultura della legalità.

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