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CATANZARO – Giustizia, inaugurato braccio Istituto penale per minorenni


Ferri: in Europa rappresentiamo modello e fiore all’occhiello

DI REDAZIONE

 CATANZARO – 25 GIUGNO 2015 – Stamattina il Sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri e il Capo Dipartimento reggente, Pres. Annamaria Palma Guarnier hanno inaugurato il nuovo braccio dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro che sarà operativo dal 1 luglio 2015.

 “Quando si parla di giustizia minorile in Europa – ha detto Ferri – l’Italia è esempio e fiore all’occhiello”.

 La struttura sarà destinata all’accoglienza dei giovani adulti nel pieno rispetto dei principi della dignità umana e delle Convenzioni internazionali ed europee. È stato possibile, con la ristrutturazione, dedicare ampi spazi alle attività sportive, culturali e di formazione professionale nonché creare un ‘area giochi attrezzata per i figli dei detenuti.

 Con la riapertura del nuovo braccio, saranno riaperti la Chiesa ed il teatro, che potranno essere fruiti anche dalla cittadinanza. All’inaugurazione, era presente per il Dipartimento, anche il Dr.Luigi Di Mauro – Direttore Generale del Personale e della Formazione e il Cons. Carlo Villani, nonché altre Autorità locali.

 Al termine della cerimonia di inaugurazione, accompagnati dal Dirigente del Centro per la Giustizia Minorile della Calabria e Basilicata, dal Direttore e dal Comandante dell’Istituto, è stato possibile visitare le strutture detentive maschili e le zone dedicate ai laboratori, alle attività sportive e ricreative e le aule scolastiche. Sono state, inoltre, illustrate le varie attività di formazione finalizzate a favorire l’inclusione dei detenuti sottoposti a misure cautelari.

 E’ stata, un’occasione per sottolineare la necessità di una maggiore attenzione nei confronti della realtà carceraria e di tutti quei soggetti che a vario titolo lavorano o delle associazioni che svolgono le proprie attività all’interno di strutture carcerarie. La visita, inoltre, è stata un’occasione per poter conoscere storie, testimonianze, emozioni ma anche quei percorsi rieducativi, attraverso i quali il detenuto può maturare consapevolezza di fare qualcosa di utile non solo per sé ma anche per la società.

 E’ stata anche evidenziata la valenza dei programmi trattamentali, che il sistema della Giustizia predispone per il perseguimento di quelle finalità di rieducazione nei confronti dei detenuti, che favoriscano il reinserimento sociale del medesimo, con il presupposto di una acquisita consapevolezza e di una adesione alle regole, alle norme ed ai principi che sono alla base del vivere sociale e che ne costituiscono fondamento di legalità. 

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