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CATANZARO – GALLERIA SAN GIOVANNI, “MIRABILIA” REPLICA A “CATANZARO E’ LA MIA CITTA'”


Risposta del presidente Matarese in merito all’utilizzo dei sotterranei

di REDAZIONE 

CATANZARO – 15 AGOSTO 2015 –  «Alcuni giorni fa, sulle colonne di questa testata è stato dato ampio risalto a una nota inviata il 12 ago. u.s. dal sig. Francesco Vallone presidente dell’Associazione Catanzaro è la mia città, nonché animatore della omonima pagina Facebook dove alcuni giorni prima è nata ed è stata alimentata una affollata polemica in riferimento ai sotterranei del Castello e al loro utilizzo a fini culturali. In quella sede è stata ampiamente individuata in MIRABILIA, e nei suoi fondatori, l’Associazione innominata e incriminata nella lettera suddetta, insinuando il sospetto che la stessa stia sguazzando in un mare di melma fatto di favoritismi, misteriose tresche e loschi intrallazzi». Lo afferma in una nota il presidente dell’Associazione Storica Mirabilia Giovanni Matarese

«E’ logico  – aggiunge-  a questo punto che, sia per il diritto che mi spetta che per il dovere verso i lettori, io debba replicare a quanto insinuato dal nostro solerte segnalatore. A lui, portavoce comunque di altre anime inquiete, trascinato forse inconsciamente dentro la polemica, e a beneficio tutti, vorrei evidenziare alcuni piccoli, insignificanti dettagli che di sicuro gli saranno sfuggiti: – Mirabilia, che non è proprio l’ultima arrivata, opera sul campo da ben vent’anni e con l’unico obiettivo di “far divenire patrimonio di tutti la Storia di Catanzaro, in tutti i modi e su ogni piazza”. Per la qualcosa qualche merito se lo sarà pure conquistato, o no?  Catanzaro, i catanzaresi e non solo hanno scoperto i sotterranei del castello, e il suo valore storico,solo da quando Mirabilia s’è caricato l’onere, con molto entusiasmo e passione, di condurvici dentro migliaia di curiosi, già dal 2007, loro compresi, ovviamente; esistono in città altre gallerie di analogo valore e importanza assolutamente ignorate, alcune delle quali, per altro, sono anche occupate da magazzini o esercizi privati».

«Non stiamo ora a spiegare il motivo per cui Mirabilia dispone, o ha disposto, di chiavi di accesso – dice ancora Matarese –  l’abbiamo già fatto (invito chi lo vorrà a leggere il nostro comunicato sulla pagina FB di Mirabilia) e lo rifaremo nei luoghi preposti, ma vogliamo tranquillizzare tutti: non siamo così sciocchi da perpetrare un reato alla luce del sole e con migliaia di testimoni! Aggiungiamo ora alcune piccole e indispensabili considerazioni. Quando, appunto nel 2007, in occasione della prima edizione della Nottepiccante, l’Amministrazione Comunale accolse lanostra proposta di “aprire le gallerie del Castello” al pubblico, l’entusiasmo fu tale che non si volle perdere l’opportunità e, rilevato che non vi erano ostacoli di sorta, si decise, non esistendo una specifica regolamentazione, di affidarsi al senso di responsabilità di Mirabilia. Senso di responsabilità che ha consentito alla Città di guadagnare una immagine più stimolante, di regalare sensazioni speciali a tutti i visitatori e a Mirabilia di guadagnare ulteriore fiducia e stima. Oggi, grazie alla classica mania di protagonismo che alberga in animi insicuri, la città ha persoquesta opportunità! Cui prodest? Direbbero i più».

«Detto ciò – sottolinea Materese –  è chiaro che il bersaglio dei nostri non è l’Assessore Carroza che, stante la situazione, ha dovuto necessariamente agire con prudenza, sia allorquando altri, il cui senso di responsabilità eratutto da verificare, si son proposti in luogo di Mirabilia, sia per aver oggi disposto la chiusura definitiva delle gallerie. La battaglia, di cui i nostri oggi si son decisi di elevarne i pennacchi, giusta nei fini, se si rispecchiano nell’esigenza di consentire una migliore e più aperta fruizione dei beni culturali cittadini, ma anche, aggiungiamo noi, in quella di acquisire maggiore coscienza e avviarne piena valorizzazione, è sbagliata nei modi, negli obiettivi e nelle strategie. Hanno sbagliato nel considerare Mirabilia un nemico da abbattere, sarebbe stato più logico stimolarne una sinergica alleanza, allargandola anche ad altri soggetti, per costruirsi un più alto “potere contrattuale”. Ho delle fondate riserve su una polemica che ha tutto il sapore della strumentalizzazione fine a se stessa, senza una proposta costruttiva. Non credo sia sano, se l’obiettivo è vincere le battaglie, armarsi di arma bianca quando il potenziale nemico è dotato di cannoni».

«Tutti gli altri argomenti – conclude Matarese –  portati confusamente e alla rinfusa, son serviti solo come puntello a sostegno della polemica madre. Non ci si tagliano gli attributi sol per fare dispetto alla propria moglie!».

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