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CATANZARO – Formaggi con latte in polvere una sciagura per la Calabria, Coldiretti: «Occorre reagire»


Coldiretti Calabria chiede ai trasformatori di uscire dall’equivoco. Una vera e propria follia che inganna i cittadini e distrugge le aziende buone  

di REDAZIONE 

CATANZARO – 1 LUGLIO 2015 –  “Non ci stiamo! Non possiamo e non vogliamo tacere.” Afferma perentoriamente Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria in merito  all’indiscrezione secondo la quale la Commissione Europea diffiderebbe l’Italia a  porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere per la produzione di prodotti lattiero caseari, previsto dalla legge nazionale n. 138 dell’11 aprile del 1974.  

“Che fine farebbero ad esempio i nostri oltre 30  formaggi tipici di diverso tipo censiti dal Ministero delle Politiche Agricole ma anche tanti altri, che identificano territori, produzioni, lavorazioni? Siamo certi che i cittadini-consumatori che prediligono le  provole, le ricottine, il caciocavallo, il pecorino  etc. prodotti con il nostro latte  al solo pensiero che possano essere fatti  con il latte in polvere resterebbero inorriditi”. I riflessi negativi sulla nostra regione sono molto seri – precisa – perché si danneggiano  produzioni,  territori, economia, occupazione  con prodotti di nessuno standard qualitativo.  

In Calabria, produciamo 614.330 quintali di latte ma tra latte importato e quello delle cagliate si arriva ad una quantità di 749.233 quintali di latte (il 122% della produzione calabrese). Se oltre questo, si permetterà di produrre formaggi con il latte in polvere, ci troveremmo davanti una vera e propria sciagura. Nell’anno di Expo Milano dedicato al cibo, significa annullare la distintività di ogni produzione e l’obbligo dell’origine”.  

Sembra quasi banale dire che per i formaggi ci vuole il latte – commenta Molinaro – ma in ambito UE sono bravissimi a complicare le cose semplici e a rovinare le cose buone. Ma evidentemente dietro ci sono le lobby degli industriali, (che tacciono!!)  e perseguono interessi di mero profitto a danno dei consumatori e di tanti produttori singoli,trasformatori e cooperative che, hanno investito e  utilizzando il latte ci permettono di gustare tanti prelibati formaggi. “E’ una aggressione bella e buona  – continua – e per questo occorre reagire con decisione.    

E’ un “orrore fatale” che bisogna scongiurare nel modo più assoluto. Associazioni dei consumatori, istituzioni con in testa la Regione Calabria, singoli cittadini, mondo dell’informazione non possono tacere facciano sentire alta la loro voce di dissenso. Ma ancor di più, sarebbe importante, che nell’esercizio della rappresentanza gli artefici del “Patto per la Calabria” ad esempio, praticando concretamente l’etica della responsabilità verso i cittadini-consumatori, dicessero con chiarezza cosa ne pensano. Non si può esultare che l’agroalimentare è centrale nella nostra regione e che contribuisce alla crescita e all’occupazione e poi si mette  la testa sotto la sabbia. E’ inaccettabile questo gigantesco inganno che porta alla chiusura delle nostre stalle impoverendo i nostri territori.  Sono decisioni insensate che  giocano con la vita delle persone”.  

Come il vino si fa con l’uva, per i formaggi – conclude Molinaro –  ci vuole il latte. La polvere se la mangino i grandi “geni” dell’imbroglio e del taroccamento.

 

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