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CATANZARO – FAIDA DEL VIBONESE, INFLITTI SETTE ERGASTOLI


Ci sono anche sei condanne. Pene riguardano guerra ‘ndrangheta tra due clan di Stefanaconi e uno di Piscopio

di REDAZIONE

CATANZARO – 21 FEBBRAIO 2018 – Doppia sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro nei confronti di 15 imputati dei due processi, uno ordinario e l’altro con rito abbreviato, nati dall’operazione antimafia Gringia sulla faida del Vibonese sviluppatasi fra il 2011 e il 2012 fra il clan Patania di Stefanaconi, un altro gruppo criminale dello stesso centro e il clan di Piscopio, frazione di Vibo Valentia.

Ergastolo per Giuseppina Iacopetta, vedova del boss Fortunato Patania, ucciso nel settembre 2011 e i suoi figli Saverio, Salvatore e Giuseppe Patania, tutti di Stefanaconi. Ergastolo anche per Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”, di Nicotera Marina, esponente di spicco dell’omonimo clan; Cristian Loielo, di Sant’Angelo di Gerocarne (Vv); Salvatore Callea, di Oppido Mamertina (Rc). Condanna a 30 anni per Cosimo Caglioti di Sant’Angelo di Gerocarne, Francesco Lopreiato di San Gregorio d’Ippona, e Giuseppe Comito di Vibo Marina. Queste le altre condanne: 6 anni per il pentito Nicola Figliuzzi di Sant’Angelo di Gerocarne; 8 anni e 4 mesi per Giovanbattista Bartalotta; 20 anni per Andrea Patania, di Stefanaconi. Assolti Nazzareno Patania e Salvatore Lopreiato, di Stefanaconi.

Tre gli omicidi al centro dei processi e 6 i tentati omicidi. Due le faide: quella dei Patania contro il clan Bartolotta e quella dei Patania contro i Piscopisani.

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