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CATANZARO – DIPENDENTI SGS SENZA STIPENDI, PUGLIESE: «NESSUNA RESPONSABILITA’ ASP»


Direttore amministrativo Azienda Ospedaliera replica al sindacato Fsi

di REDAZIONE

 CATANZARO – 24 DICEMBRE 2016 –  «Sul Mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti S.G.S, non vi è nessuna responsabilità dell’Azienda Sanitaria di Catanzaro».

Lo puntualizza con una nota, il Direttore Amministrativo, Giuseppe Pugliese, che replica al sindacato Fsi allegando un lettera inviata alla Società SGS Gestione Servizi srl, sede legale di Roma e sede Operativa di Reggio Calabria.

«Ai sensi e per gli effetti dell’art. 30, comma 6, del D.lgs. n. 50/2016 Codice dei Contratti Pubblici, si invita LA s.v., nella qualità, a provvedere al pagamento delle retribuzioni dovute al personale dipendente impiegato nell’esecuzione dell’appalto per i servizi di pulizia presso la scrivente ASP di Catanzaro. Il termine fissato dalla medesima norma per adempiere è pari a giorni 15 dal ricevimento della presente. Trascorso inutilmente tale termine ed in assenza di un formale riscontro, la scrivente amministrazione procederà senza indugio, sussistendone le condizioni di legge, a corrispondere direttamente ai lavoratori gli emolumenti dovuti, detraendo il corrispondente importo dalle somme contrattualmente dovute a codesta Società, che ad oggi ammontano ad euro …omissis…, fatti salvi eventuali conguagli attivi o passivi. Firmato : il Direttore Amministrativo, dott. Giuseppe Pugliese”.

E Per il dirigente «il dato testuale della nota già inviata in data 14 dicembre u.s. alla Società SGS Gestione Servizi srl, sede legale di Roma e sede Operativa di Reggio Calabria costituisce la sola risposta concreta spendibile a fronte delle falsità affermate con estrema sicurezza dal Segretario Territoriale FSI di Catanzaro, che non meritano riscontro e/o controdeduzioni. Sarebbe una inutile perdita di tempo, che purtroppo non è mai abbastanza per far fronte ai gravosi e quotidiani impegni istituzionali. Inoltre, nella inconfutabile considerazione che la nota è stata cointestata anche alle Organizzazioni Sindacali (F.S.I. e C.G.I.L.), l’improvvido intervento della sig,ra Yacoubi (F.S.I.) lascia intendere che la stessa di tempo da perdere ne abbia davvero tanto, nonostante la sua delicata adibizione lavorativa presso il Reparto di Pediatria dell’Ospedale cittadino; senza curarsi di procurare allarme presso i suoi stessi Iscritti.

Protagonista ad ogni costo? O Stato confusionale che le impedisce di distinguere le “pecore dai lupi”? Preferiamo rimanere nel dubbio. Una sola certezza : in ossequio al ruolo che riveste, ed anche come forma di rispetto e di garanzia nei confronti dei propri Iscritti che legittimamente si aspettano una tutela reale, la Sindacalista meglio avrebbe fatto ad impiegare un po’ del suo tempo libero in una lettura, sia pure veloce ed in forma di compendio, del Codice degli Appalti, giusto per chiarire, prima di tutto a sé stessa, la distinzione tra Committente ed Appaltatore e tra le rispettive responsabilità.

Questa Azienda non ha nulla da nascondere o da rimproverarsi ed il Vertice non ha mai esitato ad assumersi ogni tipo di responsabilità correlata e conseguente al ruolo rivestito, uniformando la propria azione gestionale e le proprie determinazioni sempre e comunque al dettato normativo. Non può, però, e non deve assumersi la responsabilità per i tardivi o omessi pagamenti ai dipendenti di una Ditta a cui ha regolarmente affidato un servizio in appalto.

Sulla qualità dei servizi resi, l’eventuale sfruttamento dei lavoratori e la mancanza di trasparenza delle imprese che forniscono servizi alla Pubblica Amministrazione, e che danno lavoro a migliaia di persone, nel dissentire su una demagogica generalizzazione sindacalmente squalificante, auspichiamo che siano le Associazioni datoriali, Confindustria in primis, e le Associazioni Sindacali stesse a prendere posizione, nei termini della correttezza. Specie nei casi, come quello di cui si discute, di appalti caratterizzati da forti tensioni tra le ditte aggiudicatarie in ATI e tra queste e i rispettivi dipendenti.

In ultimo, in ordine alla paventata ipotesi di ricorso, da parte sindacale, alla giustizia sia essa penale, civile o contabile si sappia che sarà un Collegio Giudicante a stabilire la verità di derivazione normativa, a valutare comportamenti e circostanze false, la diffusione di notizie che generano allarme sociale, errori marchiani, incomprensibili manipolazioni della realtà ed ogni altro elemento volutamente diffamatorio che possa compromettere l’immagine di questa Pubblica Amministrazione».

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