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– PRIMO PIANO – CATANZARO – DIGA SUL FIUME MELITO – Grazioso Manno: “Sono io che chiederò conto al segretario della CGIL Valentino del suo comportamento in questi anni”


Il presidente del consorzio di bonifica "Ionio Catanzarese" Grazioso Manno

Il presidente del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese” Grazioso Manno

Il presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese replica torna sulle <<nebbie che si sono addensate sulla ripresa dei lavori della Diga sul fiume Melito>>. Per giovedì 5 giungo indetta una conferenza stampa <<per fare in modo che la vicenda della Diga non sia solo un fatto giudiziario>>

 di Franco Polito

 CATANZARO – 27 MAGGIO 2014 – <<Avevamo già comunicato agli organi di stampa l’indizione di una conferenza stampa. Confermiamo che questa è convocata per il prossimo giovedì 5 giugno, alle ore 10,30,  a Catanzaro, presso la sede del Consorzio di Bonifica in via Veraldi,12. Una operazione chiarezza che si rende necessaria sulla quale non possiamo più aspettare>>. Grazioso Manno presidente del Consorzio di Bonifica è sereno e determinato sulla questione. Le sue parole sono senza mezzi termini.

 <<Documenti alla mano – aggiunge – illustrerò e consegnerò alla stampa la documentazione anche inedita  sulla vicendaesarà messo a disposizione tutto l’archivio (milioni di pagine) riguardante la diga. Sono io  che chiederò conto al segretario della Cgil Valentino del suo comportamento in tutti questi anni.  Sono stanco che la vicenda venga derubricata solo come fatto di cronaca giudiziaria, con annunci che fanno solo scalpore; quasi una sorta di accanimento non solo nei miei confronti ma soprattutto verso ciò che il Consorzio rappresenta.   Questo evidentemente non aiuta la ripresa dei lavori che è la cosa che invece ci deve stare più a cuore. La Giustizia alla quale ripongo una assoluta fiducia farà il suo corso.

<<Ma è  giunta l’ora di uscire dalle nebbie che avvolgono e che si sono addensate sulla ripresa dei lavori per il completamento della Diga sul fiume  Melito>>.  

Grazioso Manno presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, l’ente che deve completare i lavori, dopo anni di silenzio salvo sporadici interventi, riprende in mano lo scettro della vicenda perché non ci sta più a sopportare quella insostenibile pesantezza delle lungaggini burocratiche amministrative che stanno impedendo di portare a termine quella che avrebbe dovuto essere – ed ha tutti i requisiti per esserlo – oltre che la più grande opera in cantiere del sud, la struttura di approvvigionamento idrico a fini multipli (potabile,irriguo,industriale ed idroelettrico) cruciale per tutta la Calabria centrale.

 <<La realizzazione della diga – insiste Manno – deve trovare un posto di primo piano nella “cabina di regia” per la Calabria istituita dal premier Renzi e coordinata dal sottosegretario Del Rio e ci aspettiamo che  le Istituzioni ad  ogni livello facciano la loro parte.  La diga nel comune di Gimigliano con un bacino di utenza in una area che  va dalla fascia jonica fino alla piana di Lamezia e al monte Poro, riguarda la vita e lo sviluppo di questo ampio comprensorio, nel quale insistono mezzo milione di persone (il 25% della popolazione calabrese), 50 comuni, migliaia di aziende agricole ed industriali.

 <<Ogni giorno – afferma Manno – abbiamo lavorato e profuso energie perché noi  – va giù deciso – la diga intendiamo davvero realizzarla! Non ci stiamo a  passare tra quelli che hanno sprecato fino ad oggi circa 87milioni di euro>>.

 <<Nonostante  ripetuti e continui incontri svolti a Roma con i massimi dirigenti degli enti interessati – prosegue – sembra che una giungla impenetrabile impedisca la realizzazione dell’opera. In una recentissima lettera, inviata al Provveditore Interregionale delle Opere Pubbliche della Calabria e Sicilia dott. Vittorio Rapisarda, al sottosegretario Graziano del Rio, al Ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi e al Direttore Generale per l’Edilizia Statale ing. Giovanni Guglielmi  oltre alla richiesta della messa a disposizione di alcune somme ho fatto presente che è mia intenzione intraprendere qualunque altra azione consentita, per risolvere una volta per tutte la vicenda che assume contorni poco chiari, ed andare fino in fondo per tutelare gli interessi del Consorzio, dei consorziati e di tutta la collettività>>.

                                                                            

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