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CATANZARO – DIGA MELITO, MANNO: «O RISPOSTE CONCRETE O NUOVO SCIOPERO DELLA FAME»

Presidente consorzio bonifica “Ionio Catanzarese” ha scritto al ministro Delrio per sollecitargli l’inserimento della infrastruttura nella Legge di Stabilità

di Franco POLITO

CATANZARO – 6 OTTOBRE 2017 – Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese, aveva cominciato a farlo (eravamo lo scorso maggio quando piantò le tende davanti alla Cittadella Regionale di Germaneto) per ottenere la conclusione dei lavori sulla Diga Melito.

Il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, invece, ha aderito a quello iniziato ieri da alcuni deputati del Pd per sostenere la discussione in Aula e la fiducia sul provvedimento dello Ius Soli.

Lo sciopero della fame sta diventando un elemento in comune nel mondo “politico  – istituzionale”. Chi prima chi dopo, ci sono uomini della “cosa pubblica” che lo scelgono come “protesta eclatante” in vista di un risultato altrettanto eclatante per le popolazioni e i territori.

Per fare un altro esempio, nell’ultima settimana il sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, non ha mangiato cinque giorni per ottenere la firma della convenzione tra Asp e Regione in vista della conversione dell’ex ospedale San Biagio in Casa della Salute.

A maggio, però, fu Grazioso Manno. Ed è per questo che il numero uno della bonifica catanzarese ha scritto a Delrio manifestando condivisione apprezzamento per l’azione  del ministro. Non solo, Manno trova  anche lo spunto per ricordare il “suo” sciopero della fame.

«Condivido pienamente la Sua protesta – scrive Manno – Io stesso ho attuato lo Sciopero della fame, lo scorso 8 maggio davanti alla Cittadella Regionale della Calabria per essere ascoltato dal presidente Oliverio, cosa che è avvenuta».

Manno insiste. «Tra gli argomenti trattati vi è stata, naturalmente, la Diga sul Melito. Io ho già convocato una grande Convention (alla quale parteciperà “mezzo mondo”, come si suol dire) per lunedì 30 ottobre, durante la quale mi auguri di poter dare per Suo conto notizie positive».

«Ma se nella Legge di Stabilità – incalza Manno –  non vedrò segnali importanti per la Diga Melito, Le anticipo che inizierò uno sciopero della fame a oltranza, nutrendomi solo di acqua, caffè e “sigarette” e non prenderò le tante medicine che sono costretto a prendere da sei anni dopo un delicato intervento chirurgico al cuore».

«Una minaccia lo sciopero della fame? – chiede Manno a Delrio – Assolutamente no: lo sta facendo anche Lei. Ma è l’ultimo gesto che mi rimane dopo tantissimi anni di battaglie per far ripartire un’opera assolutamente strategica per la Calabria Centrale».

«Allora mi aiuti – conclude Manno –  Aspetto con ansia così come lo chiedono e aspettano  i Comuni interessati (ben 56 tra cui Catanzaro e Lamezia Terme)  ed oltre 500 mila abitanti».