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CATANZARO – DIGA MELITO, “L’ULTIMATUM” DI MANNO A DELRIO E OLIVERIO


«Prendano una posizione netta o “scateneremo l’inferno”». E accusa: «Qualcuno sta cercando di sottrarre la realizzazione dell’opera alla competenza del consorzio»

Articolo e immagini di Franco POLITO

CATANZARO – 9 NOVEMBRE 2017 –  Duro, deciso, arrabbiato, con la volontà di portare a termine quella che per l’ennesima volta definisce una “battaglia per la giustizia”.

E, soprattutto, con il forte desiderio di dire la “Verità” sulla Diga Melito. La sua verità, certo, ma fatta di novità davvero nuove. Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, nella conferenza stampa tenuta qualche minuto fa nella sala “Pucci” del palazzo della bonifica ha “tuonato” sulla mancata ripresa dei lavori dell’invaso di Gimigliano.  E sono stati davvero fulmini e saette.

La prima verità. «Qualcuno – ha attaccato Manno, circondato dai vertici politici, amministrativi e tecnici dell’ente  –  vuole sottrarre la realizzazione dell’opera alla competenza del consorzio. Qualcuno, che ha percepito che l’opera si farà, vuole mettere la mani sulla “gallina dalle uova d’oro”. Una “gallina” in grado di dare lavoro a più di mille persone, abbattere i costi delle bollette idroelettriche e muovere tanta ma tanta economia da far gola a qualcuno».

La seconda verità. «Posso affermare con  (quasi) certezza – ha insistito –  sia per tranquillizzare le allarmate popolazioni calabresi, sia per buona pace di coloro che stanno cercando di metterci il bastone tra le ruote, che la Diga sul Melito verrà inserita nella Legge di Stabilità 2018. Questo perché, vista l’inerzia della Regione Calabria, ci siamo mossi con parlamentari di ogni estrazione politica, anche di ambienti inaspettati, prodighi nello starci vicino».

Manno ha brevemente ripercorso i 35 anni di storia della struttura. Dalla concessione della derivazione d’acqua agli arbitrati con Astaldi. Dalla ripresa dei lavori nel 2003 alla recente sentenza della Cassazione che ha dato ragione al Consorzio.

Nel mirino chi ha fatto di tutto perché ancora l’invaso sia ancora un cantiere e per cui sta preparando un corposo dossier da consegnare (presto) al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Come dire, chi ha sbagliato deve pagare.

Le bordate maggiori per la «assillante, snervante, irriverente, cavillosa e ignorante burocrazia che abita nelle stanze della Regione Calabria». E, poi, il silenzio del Presidente Mario Oliverio e  del Ministro Graziano Delrio, che hanno disatteso la certezza di un incontro prima fissato e mai avvenuto. Le promesse non bastano più, ha fatto intendere Manno. Come non bastano più i Tavoli Tecnici. Quelli vengono dopo, a finanziamento avvenuto.

Cambio tattica. «Adesso basta – ha insistito – Non si può attendere un giorno in più. Solo che questa volta cambio strategia. Basta sciopero della fame, della parola e astensione dalle medicine salvavita. Da ora in poi mangerò di più per stare bene e continuare la battaglia. Certa politica non merita che io stia male».

In caso di persistente silenzio delle istituzioni regionali e nazionali? «Assieme ai 56 sindaci del comprensorio consortile – annuncia – alle organizzazioni professionali di categoria, ai sindacati, al mondo consortile, ai semplici cittadini e agli agricoltori siamo pronti a occupare la Cittadella Regionale, la Statale 106 e, se necessario, Palazzo Chigi».

Incolumità personale. «L’unico modo per fermarci? – ha sottolineato – Un attentato alla mia persona».  Manno non lo ha nascosto. Come non ha nascosto, più volte, che ad Oliverio e Delrio sta chiedendo “solo” il finanziamento del progetto definitivo (14 milioni di euro) e delle indagini (4,5) e non l’intera opera per la quale  di milioni, invece, ce ne vogliono 550.

Una barca di soldi, per i quali il consorzio ha anche “suggerito” la soluzione. L’opera sarebbe finanziata dalla Comunità Europea per il 75% a fondo perduto, pari a 412 milioni e 500 mila euro.

Il restante 25%, corrispondente a 137 milioni e 500 mila euro,  che il consorzio restituirebbe in 30 anni con rate annuali da 4 milioni e 600 mila euro, sarebbe anticipato dalla Banca Investimenti Europei il cui finanziamento presuppone una convenzione tra consorzio e Regione Calabria. «In poche parole – dice Manno – a costo zero per la Regione Calabria».

E allora l’ultima “verità”. Ovvero la “sfida” a Oliverio e Delrio, invitati, «dove vogliono, anche a Dubai, a un pubblico dibattito sulla vicenda e perché prendano posizione netta dopo l’ampio sostegno ottenuti da molti parlamentari. Tempo una settimana e “scateneremo l’inferno”».

Quando ci vuole, ci vuole. E, come dice lui, «non è una minaccia».

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