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CATANZARO – DIGA MELITO – Grazioso Manno scrive al procuratore della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo


Il presidente del consorzio di bonifica "Ionio Catanzarese" Grazioso Manno

Il presidente del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese” Grazioso Manno

Il presidente del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese” nella missiva al procuratore ribadisce quanto detto nella conferenza stampa della settimana scorsa. <<I fatti del Mose  – dice Manno al procuratore – mi convincono sempre di più che Astaldi Spa ha perpetrato una truffa ai danni del consorzio>>

 di Franco Polito

 CATANZARO 10 GIUGNO 2014 – Nella conferenza stampa della settimana scorsa  uno dei fili conduttori del suo dire era stata l’idea di coinvolgere nella vicenda, sotto varie forme, la magistratura.

 Il presidente del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese” Grazioso Manno sulla diga del Melito ha deciso di spingere a più non posso sull’acceleratore.

 Penna alla mano e ha scritto al procuratore della Repubblica di Catanzaro Antonio Lombardo.

 <<La diga sul fiume Melito  – esordisce Manno nella missiva – avrebbe dovuta essere una delle opere più importanti del Mezzogiorno: si è rivelata, ad oggi, una vicenda allucinante. Tra il 2008 ed il 2010 ho rilasciato dichiarazioni molto forti, che hanno avuto eco su tutta la stampa. Giovedì scorso ho tenuto una conferenza stampa, accompagnando il mio intervento con atti e documenti. L’8 aprile 2009, su mia richiesta, sono stato convocato dal dottor Giuseppe Borrelli, allora procuratore aggiunto, come persona informata sui fatti>>.

 Al procuratore Manno chiede lumi su di una causa penale. <<Mi risultava pendente  – dice ancora nella lettera – un procedimento penale al n. 2983/2010 RGNR mod. 21 (Pm Dottoressa Simona Rossi ), scaturito dalle mie dichiarazioni al Dottor Borrelli, nei confronti del signor Ernesto Monti ( allora legale rappresentante dell’Astaldi Spa ) dove la parte offesa risultava il consorzio di Bonifica “Ionio Catanzarese”. Nulla ho più saputo di tale procedimento penale>>.

    Ma  il “pallino” di Manno continua a essere l’Astaldi Spa. E non lo nasconde neanche a Lombardo. <<Quanto accaduto negli ultimi giorni, in riferimento ai lavori del Mose – sottolinea Manno – con l’Astaldi  più volte menzionata perché facente parte del Consorzio Venezia Nuova, mi convince sempre di più sulla bontà dell’operato del consorzio e sulla validità delle suddette mie dichiarazioni con le quali ipotizzavo  ed ipotizzo ) il reato di truffa da parte della stessa Astaldi nei confronti del consorzio di bonifica “Ionio Catanzarese”  ( prima denominato consorzio di bonifica “Alli-Punta di Copanello” )>>.

 Convincimenti maturati dopo 24 anni di battaglie per la realizzazione della Diga e che lo portano a chiedere a Lombardo <<un incontro – conclude la lettera –  per esporre la situazione nonché le ragioni per le quali, in questi anni, sono arrivato a prendere posizioni obiettivamente forti>>.

 

 

 

 

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