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CATANZARO – CONDOTTA IDRICA: PER CONSORZIO BONIFICA LA SOLUZIONE È LA DIGA SUL FIUME MELITO


Manno: “La migliore e definitiva risposta è il completamento dell’invaso”

di Fra. PO.

CATANZARO – 17 NOVEMBRE 2015 –  L’allarme del sindaco della città capoluogo di Regione Sergio Abramo sulla situazione critica della condotta Alli-Santa Domenica che assicura l’acqua potabile a Catanzaro ripropone di grande attualità il rifinanziamento e completamento della diga di Gimigliano sul fiume Melito. Di questo ne è sempre più convinto il presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese Grazioso Manno.

“Completando la diga – afferma perentorio Grazioso Manno – si pensa e si costruisce il futuro infatti, la realizzazione della Diga, consente di superare tutti i problemi di approvvigionamento idrico non solo della città di Catanzaro, primo fra tutti quello che riguarda l’alimentazione dell’impianto di potabilizzazione di Santa Dominica attraverso la condotta dell’Alli che come ha ben messo in evidenza Abramo è soggetta a criticità evidenti. Ma l’ultimazione e realizzazione dell’invaso sul fiume Melito, influisce in modo determinante sull’approvvigionamento idropotabile della Calabria Centrale, che oggi si basa su un articolato sistema acquedottistico alimentato da pozzi, invasi artificiali, sorgenti e derivazioni fluviali che complessivamente ammontano a oltre 1700 l/s medi annui, corrispondenti a circa 55 milioni di metri cubi annui. Basti pensare che la Diga Melito, può da sola invasare 80milioni di metri cubi di acqua annui.  

Avere nel medio termine la possibilità di derivare per gli usi idropotabili ma anche irrigui ed idroelettrici una cospicua parte dei deflussi  – continua Manno – dalla diga Melito, consentirà l’alimentazione della città capoluogo tramite una condotta a caduta che elimina i sollevamenti necessari ad alimentare i serbatoi della rete idrica urbana. Questo, è un evidente vantaggio anche in termini economici poiché equivale ad un risparmio annuale di svariati milioni di €uro sui costi dell’energia elettrica che vengono spesi per alimentare le pompe di mandata.

Allo stesso modo – prosegue – e con analoghi risparmi economici, la realizzazione della diga Melito, permette di eliminare le prese dei pozzi in subalvea del Fiume Corace che a loro volta devono essere sollevate per alimentare la città. Insomma, il completamento della Diga sul Melito, visti gli innegabili vantaggi che offre, deve essere una priorità all’interno del piano di un efficiente sistema idrico in una zona importante della regione che  – come afferma il sindaco Abramo – presenta forte criticità nell’approvvigionamento dell’acqua. Alla luce delle forti e decise affermazioni del sindaco Abramo oggi è il momento giusto per rifinanziare l’opera anche perché questo significa costruire un futuro positivo per un ampio sistema civile ed economico e non correre il rischio di avere le stessa drammatica emergenza che in questi giorni ha avuto la città di Messina.

Voglio ricordare – insiste Manno – che la dismissione dei campi pozzi ubicati in prossimità della costa, non esenti da problemi gestionali, da cospicui oneri legati al consumo di energia elettrica e da vulnerabilità correlata all’antropizzazione dei bacini idrologici di riferimento, si potrebbe determinare un deficit idrico di ben 22milioni di metri cubi di acqua Il Consorzio , a salvaguardia delle opere, attraverso il proprio Ufficio Tecnico, ha predisposto gli atti progettuali di revisione dell’opera definendo appositi schemi sia con SoRiCal che con l’Assessorato ai Lavori Pubblici della regione Calabria e quindi è nelle condizioni di riappaltare l’opera.

Davanti ad una situazione di questo tipo – conclude Manno – occorre che tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali con determinazione si impegnino a fare in modo che questa opera infrastrutturale, peraltro segnalata come strategica dal Presidente Mario Oliverio, sia inserita tra le opere primarie da rifinanziare

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