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CATANZARO, CHIRILLO (CONFESERCENTI): “DECRETO SOSTEGNI, SOLITA MISERIA”

“Nessun cambio di passo da Draghi, condono inutile per le imprese”

di REDAZIONE 

CATANZARO – 20 MARZO 2021 –  “Il messaggio che passa è sempre lo stesso: arrangiatevi”.

Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Catanzaro, stronca senza appello il cosiddetto “Decreto sostegni” appena varato dal governo Draghi.

“Nessun cambio di passo” rispetto all’esecutivo Conte, il giudizio di Chirillo. “Per le piccole e medie imprese – commenta – i ristori si risolvono nella solita miseria, come prima, e l’immagine che ne viene fuori è quella di una coperta corta che si tenta di stiracchiare da una parte e dall’altra. Alla fine, scontentando tutti”.

Dunque, se le misure di sostegno alle imprese al tempo dell’emergenza Covid “non risolvono i problemi di un tessuto produttivo sfiancato dalla crisi” il messaggio che passa è quello al quale le aziende sono già abituate da tempo: “Dobbiamo cavarcela da soli”.

“Indennizzi parametrati alla perdita media mensile – incalza Chirillo – equivalgono a pochi spiccioli per un’impresa. E non c’è traccia di copertura dei costi fissi sostenuti anche con le saracinesche abbassate”. Posizione critica anche sul “condono” delle vecchie cartelle esattoriali. “Una pulizia di tasse, di fatto, non più esigibili – l’analisi del presidente di Confesercenti Catanzaro. – Soldi che lo Stato, comunque, non avrebbe mai recuperato”.

“E in tutto questo scenario – sottolinea – stiamo ancora peggio in Calabria, con un governatore che insiste nelle chiusure da zona rossa, ma non accelera sui vaccini, sempre fermi al palo, con ciò colpendo, ancora una volta al cuore, chi vorrebbe lavorare perché non riceve lo stipendio comodamente a casa”.

“Snellimenti burocratici e allentamento della pressione fiscale per favorire la ripresa” le controproposte dei vertici di Confesercenti Catanzaro.

Chirillo, in questi giorni, ha portato le proprie considerazioni anche all’attenzione delle altre associazioni di categoria, per fare fronte comune e ribadire tutte le difficoltà di un mondo produttivo che si sente inascoltato.