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CATANZARO – CHIARA DYNYS E LA CENTRALITA’ DEL PANE


Una delle opere dell'artista milanese Chiara Dynys esposta a Catanzaro

In anno Expo mostra dell’artista milanese fino al 9 settembre

Fonte: ANSA. IT CALABRIA 

CATANZARO –  29 LUGLIO 2015 –  Un omaggio al pane, visto come alimento per antonomasia e simbolo stesso del concetto di cibo, ma anche un invito a difendere la biodiversità e quella sostenibilità ambientale da cui passa la corretta ed equilibrata alimentazione. E’ il messaggio che emerge dalla mostra di Chiara Dynys, “Pane al mondo”, che il Museo delle arti, Marca, di Catanzaro ospita fino al 9 settembre.

La rassegna, nell’anno dell’Expo dedicato ai temi dell’alimentazione, è stata organizzata dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo e rappresenta il frutto di una collaborazione instaurata con il Museo Carlo Bilotti di Roma.

Chiara Dynys, artista lombarda, è da sempre legata da un’affinità elettiva con la terra di Calabria come dimostrano le sue mostre alla Fondazione Rotella e la sua presenza nella collezione permanente del Mab di Cosenza, città per la quale sta preparando un’opera che verrà collocata proprio in Piazza Bilotti. O, ancora, come conferma il progetto per un’installazione pubblica nella sede dell’Università della Calabria a Rende.

A dare il titolo al percorso del Marca è “Pane Al Mondo”, coppia di opere gemelle con uno dei due esemplari che consta di 360 diverse forme di pane in alluminio e in dimensioni variabili, poggiate su un tappeto ellittico istoriato con l’immagine del planisfero mentre l’altra ripropone il modello del mondo in forma di arazzo, su cui poggia questa volta una spiga in metallo, simbolo della Fao, protetta da una boccia di vetro.

Le emergenze alimentari e le disparità tra Paesi ricchi e non offrono, così, lo spunto per una riflessione sul cibo trattato come oggetto prezioso, a schiacciare il mondo. Il pane pesa allo stesso modo su ogni Paese, figurando come l’indigenza dei più poveri sia prima o poi destinata a ricadere anche su chi oggi è più fortunato.

Strettamente connesso al cibo è, inoltre, il concetto di sostenibilità ambientale. Da qui la scelta di esporre Poisoned Flowers, serie di fiori fantastici sbocciati in un ideale giardino dell’Eden. Si tratta di immagini reali, fotografate dall’artista, che attraverso il ricorso alla stampa lenticolare appaiono e scompaiono davanti allo spettatore, accentuando l’effetto onirico dell’insieme. L'”Accampamento dei fiori”, sorta di traduzione tridimensionale, è costituito invece da diverse “tende” realizzate in fusioni di metacrilato, all’interno delle quali sono appoggiate coppie di fiori che svaniscono nel loro stesso colore, quasi fossero fantasmi.

Il rapporto con la luce è centrale per Dynys; e, proprio la luce, considerata come elemento plastico, è al centro di un’altra delle opere presentate al Marca: Tenda di luce che propone una riflessione sul tema della casa, al tempo stesso serra e nido, permeata da una benaugurale aura di sogno. Completano la mostra alcuni pezzi della serie Tutto, le sculture Love Hate e Solidi platonici.

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