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CARO BOLLETTE, L’IMPRENDITORE SGRÒ: “LA POLITICA È ANCORA IN GRAVE RITARDO”


“Rincari e prezzi alle stelle, situazione già nota prima della guerra, ma nessun intervento concreto. E intanto bisogna pagare: e se uno sta morendo di sete, puoi dirgli che gli darai l’acqua fra qualche mese?”

di REDAZIONE 

SOVERATO  (CZ) –   4 MARZO 2022 – “Sul caro energia la politica è in grave ritardo”. Torna a farsi sentire Giovanni Sgrò, imprenditore a capo della protesta, nel Soveratese, contro gli aumenti di luce e gas.

“Mentre a Roma ancora si discute sul da farsi – sottolinea – già da mesi le bollette continuano ad arrivare, nelle aziende e in tutte le case, a costi più che triplicati. Per non parlare dei prezzi alle stelle del carburante.

Una situazione resa ancora più pesante dalla guerra in Ucraina, ma già nota e della quale avevamo già denunciato la serietà a inizio anno, dunque in tempo utile per intervenire”.

“Oggi – ribadisce – sentiamo ancora parlare di incentivi, bonus, sgravi, ma nulla di concreto per le tasche delle famiglie. Se uno sta morendo di sete, non puoi dirgli che gli darai l’acqua fra qualche mese”.

Sgrò sta ricevendo, da settimane, messaggi social ed e-mail con diverse testimonianze di persone alle prese con bollette elettriche o del gas “mai viste”. “Anziane che vivono da sole e che si ritrovano con 6/700 euro di metano da pagare – denuncia – o commercianti costretti a rimodulare al ribasso i propri investimenti e i relativi livelli occupazionali. Tutto questo è inaccettabile”.

Una stangata “soprattutto per le famiglie, costrette a fare i conti non solo con l’aumento delle utenze domestiche, ma anche con i costi aggiuntivi del carrello della spesa”.

“L’aumento maggiore – spiega Sgrò dal suo osservatorio – si registra sui prodotti alimentari di largo consumo. In particolare, il pane a gennaio era già aumentato del 3,9% rispetto allo scorso anno e la pasta del 10%. Con la crisi in Ucraina, granaio d’Europa, la situazione peggiorerà inesorabilmente”.

“Deluso” si dichiara Sgrò per “il mancato impegno dei consiglieri regionali e dei parlamentari calabresi su una problematica che, invece, dovrebbe impegnarli giorno e notte”.  

“Sono passati diversi giorni dalle nostre manifestazioni di protesta, promosse assieme a tanti sindaci del comprensorio – ha ricordato – ma non si è fatto vivo nessuno. Cos’è che li tiene così occupati e lontani?”. 

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