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CARDINALE, NUOVA VITA PER LA CHIESA MATRICE


Dopo undici mesi interessata dai lavori per crollo parte cornicione interno, riaperta al culto la notte di Natale

Fonte: Bruno CIRILLO (Gazzetta del Sud)

CARDINALE (CZ) –  3 GENNAIO 2019 – Come riportato nei giorni scorsi da “Gazzetta del Sud”, in un articolo a firma di Bruno Cirillo, è stata riaperta al culto la chiesa matrice “San Nicola di Bari”, chiusa dallo scorso gennaio dopo il crollo di una parte del cornicione interno alla struttura.

Il sindaco Danilo Staglianò, infatti, ha revocato l’ordinanza di chiusura «disponendo l’immediata riapertura del luogo di culto».

Lo aveva preannunciato nell’ultimo consiglio comunale il sindaco: «A Natale la chiesa sarà riaperta!», e così è stato. La riapertura è stata possibile grazie alla realizzazione di «alcuni lavori di perimetrazione delle aree e rischio crollo – spiega il primo cittadino –  già oggetto di intervento dei vigili del fuoco, mediante l’utilizzo del personale dell’ente, messo a disposizione dall’amministrazione comunale».

L’intervento è stato possibile «a seguito di un accordo tra l’amministrazione comunale e il parroco». Alla data dell’ordinanza, «don Maurizio Aloise – in qualità di parroco della chiesa matrice di Cardinale, trasmetteva la documentazione relativa alla messa in sicurezza del chiesa mediante la creazione di barriere protettive e la realizzazione di quattro sottopassi con struttura in legno, necessari a garantire l’accesso alle navate laterali».

A redigere la relazione circa la regolare esecuzione della messa in sicurezza, è stato l’archietto Salvatore Nisticò,  in qualità di direttore dei lavori. Relazione allegata agli atti trasmessi. «A seguito del completamento degli interventi – conclude il sindaco nel suo provvedimento – si può assumere che non sussiste alcun pericolo».

E così, alle 23 della Vigilia di Natale appena trascorsa, i fedeli sono potuti rientrare in chiesa, con visibile emozione sul volto di tanti.

Nell’omelia don Antonio Severino non ha mancato di sottolineare che «questa gioia (per la riapertura, ndc) deve essere la gioia di tutto il popolo», riconoscendo anche in lui stesso nono poca emozione «nel ritornare in questa nostra casa, dopo undici mesi trascorsi nella sala consiliare. Che questa riapertura – ha rimarcato –  sia l’inizio di un nuovo percorso per la nostra comunità. Di maggiore coesione e maggiore partecipazione».

Il sacerdote ha inteso, quindi, ringraziare le due amministrazioni comunali, la precedente e l’attuale per la concessione della sala, e quella del sindaco Danilo Staglianò, a nome di tutta la comunità ecclesiale per la riapertura della chiesa, «in questa particolare notte», estendendo i ringraziamenti «a quanti hanno lavorato e a chi si è dedicato per pulirla e abbellirla».

Presenti oltre al primo cittadino, il suo vice Marco Maiolo, l’assessore Massimo Rotiroti, il presidente del consiglio comunale Giosuè Costa e gli altri consiglieri.

Anche per loro, come per i propri concittadini, sul volto è comparsa una visibile emozione.

UN CEDIMENTO INASPETTATO

Il crollo è avvenuto il 27 gennaio scorso, poco prima della messa vespertina del sabato.

Intorno alle 16:40 una grossa parte del cornicione interno, che corre lungo tutta la navata centrale sul lato destro, si è improvvisamente staccato precipitando al suolo, mentre tutta la chiesa è stata invasa da una fitta coltre di polvere.

Il crollo si è verificato nei pressi dell’ingresso, in un punto nel quale il transito dei fedeli è praticamente obbligato per raggiungere i posti a sedere.

Grossi pezzi dell’intonaco sono piombati sulle ultime file dei banchi che, solo per miracolo, non erano stati ancora occupati. 

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