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CARDINALE (CZ) – Rischio idrogeologico, la Giunta lavora per mitigarlo


CARDINALE - Panorama

Approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza della collina Costa. Previste opere di ingegneria naturalistica, idraulica e di mitigazione del rischio idrogeologico. La spesa complessiva di 180 mila euro è finanziata dalla Regione Calabria

di Franco POLITO

CARDINALE (CZ) – 4 GENNAIO 2015 – La Giunta lavora pere sanare le ferite inferte dal maltempo al territorio cardinalese.

Il sindaco Pino Marra e gli altri componenti dell’Esecutivo cittadino hanno approvato il progetto definitivo ed esecutivo dei lavori di messa in sicurezza del versante della collina Costa ricadente in località “Donn’Elerio”.

Il progetto, per un importo complessivo di 180 mila euro finanziato dalla regione Calabria, prevede interventi diretti alla mitigazione del rischio idrogeologico e lavori ed opere di ingegneria naturalistica, idraulica e demolizioni in vista della messa in sicurezza del centro abitato.

<<Il progetto – spiega il primo cittadino – persegue le finalità dell’ordinanza n. 3081 del 2000 emessa dalla presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento di protezione civile in seguito alle avverse condizioni meteorologiche che a settembre ed ottobre di quell’anno investirono la Calabria per realizzare ogni utile intervento e favorire il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni colpite>>.

Dopo il finanziamento e l’approvazione del progetto preliminare, un altro passo per mettere mano all’altura che, di fatto, ha segnato una parte (forse la più triste) della storia moderna del paese.

Una storia che ha una data ben precisa e di cui molti anziani hanno ancora memoria: 22 novembre 1935. Quel giorno in tutte le Serre Calabre si verificarono precipitazioni notevolissime. Nella vicina Stazione di Simbario si registrarono 350 mm di pioggia nell’arco delle 24 ore (21% della media annua 1921-70), massimo giornaliero.

Gli effetti prodotti sul territorio dalle precipitazioni furono disastrose. Solo nell’abitato di Cardinale restarono vittima dell’alluvione 40 persone. L’abitato fu infatti inondato e semidistrutto dalle acque del fiume Ancinale e devastato da numerose frane e colate di fango. Lo smottamento partì proprio dalla Collina Costa e investì l’abitato nella parte alta del paese e molti nuclei familiari dovettero smobilitare.

Particolarmente ingenti furono pure i danni segnalati nel resto del bacino dell’Ancinale, dove l’alluvione provocò molte altre vittime tra i residenti. Tutti i centri abitati ricadenti nel bacino e nelle sue immediate vicinanze rimasero infatti seriamente danneggiati. La frana si è successivamente rimobilizzata nel 1951, 1953 e 1985, in occasione di altri eventi alluvionali.

La Collina Costa, ove si verificò l’evento franoso, è costituita dalla zona di transizione tra il complesso intrusivo delle rocce biotitiche (da quarzo-manganite a granito) e gli gneiss granatiferi. La composizione di questa zona interposta è decisamente granitica.

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