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CARDINALE (CZ) – Messa in sicurezza Collina Costa, c’è il finanziamento


CARDINALE - Panorama

Il Comune cardinalese ha ottenuto dalla regione Calabria uno stanziamento di 180 mila euro

 di Francesco Lulissiano

 CARDINALE (CZ) – 29 AGOSTO 2014 –  «Il Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Calabria con decreto n. 10173 del 13 agosto 2014 ha approvato l’utilizzo delle economie di cui alla legge 365/2000. Il Comune di Cardinale è risultato beneficiario di un contributo a fondo perduto di 180 mila euro. Il contributo è stato concesso per lavori di messa in sicurezza versante collina Costa – Loc. Donn’Elerio”».

 Lo annuncia il sindaco del caratteristico centro delle Preserre catanzaresi Pino Marra. La somma consentirà di mettere mano all’altura che, di fatto, ha segnato una parte (forse la più triste) della storia moderna del paese.

 Una storia che ha una data ben precisa e di cui molti anziani hanno ancora memoria: 22 novembre 1935. Quel giorno in tutte le Serre Calabre si verificarono precipitazioni notevolissime. Nella vicina Stazione di Simbario si registrarono 350 mm di pioggia nell’arco delle 24 ore (21% della media annua 1921-70), massimo giornaliero. Gli effetti prodotti sul territorio dalle precipitazioni furono disastrose. Solo nell’abitato di Cardinale restarono vittima dell’alluvione 40 persone. L’abitato fu infatti inondato e semidistrutto dalle acque del fiume Ancinale e devastato da numerose frane e colate di fango. Lo smottamento partì proprio dalla Collina Costa e investì l’abitato nella parte alta del paese e molti nuclei familiari dovettero smobilitare.

 Particolarmente ingenti furono pure i danni segnalati nel resto del bacino dell’Ancinale, dove l’alluvione provocò molte altre vittime tra i residenti. Tutti i centri abitati ricadenti nel bacino e nelle sue immediate vicinanze rimasero infatti seriamente danneggiati. La frana si è successivamente rimobilizzata nel 1951, 1953 e 1985,  in occasione di altri eventi alluvionali.

 La Collina Costa, ove si verificò l’evento franoso, è costituita dalla zona di transizione tra il complesso intrusivo delle rocce biotitiche (da quarzo-manganite a granito) e gli gneiss granatiferi. La composizione di questa zona interposta è decisamente granitica.

 

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