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CARDINALE (CZ) – COMUNE – Niente incompatibilità, il vicesindaco Umberto Marra resta al suo posto


CARDINALE  - Palazzo Romiti, sede del municipio

Il consiglio comunale ha accolto le osservazioni presentate da Marra e ha respinto la contestazione di inconciliabilità mossa nei confronti dell’esponente della maggioranza di “Insieme per Cardinale”. Contrarie le opposizioni di “Io partecipo” e “Rinascita per Cardinale”

 di Franco Polito

 CARDINALE (CZ) – 19 GIUGNO 2014 – Umberto Marra resta assessore ai Lavori Pubblici e vice sindaco. Il consiglio comunale, difatti, ha accolto le sue osservazioni presentate nell’ambito della contestazione sollevatagli nella precedente seduta per una presunta incompatibilità con la carica pubblica.

 Il Consiglio, come per legge,  gli aveva assegnato 10 gironi di tempo per depositare proprie “memorie difensive” o eliminare l’eventuale inconciliabilità. Sulla questione, mossa dal consigliere minoritario di “Io Partecipo” Danilo Staglianò già nel Consiglio di insediamento di giugno dello scorso anno e proposta con tanto di interrogazione scritta al sindaco Pino Marra, si sono espressi  per l’accoglimento delle considerazioni i 4 esponenti della maggioranza di “Insieme per Cardinale”. Oltre a Staglianò, invece, contrario alle osservazioni anche l’altro consigliere di opposizione Ivan Posca, leader di “Rinascita per Cardinale”.

 Alla base dei rilievi “imputati” a Marra, la titolarità di un’omonima ditta, poi cessata, chiamata in causa in un giudizio promosso al tribunale di Chiaravalle Centrale da privati cittadini contro il Comune Cardinalese. La vicenda l’ha ripercorsa il sindaco.

 Tappa dopo tappa, Marra cha ha invitato il Consiglio a riflettere facendo riferimento alla sua richiesta di parere indirizzata al ministero dell’Interno e alla Prefettura di Catanzaro, ancora in attesa di risposte, e alle interrogazioni di Staglianò. Il primo cittadino, inoltre, ha ricordato che la causa, ancora in corso, è stata rinviata al prossimo mese di novembre per via del trasferimento del tribunale chiaravallese auspicandone la chiusura definitiva.

 Umberto Marra ha alzato le barricate sulla sua posizione sostenendo con convinzione «di non avere nessuna causa in essere con il Comune di Cardinale trattandosi di una controversia meramente tra privati e non avendo io con l’ente una reale contrapposizione di interessi». Il vicesindaco, inoltre, ha riassunto i termini amministrativi della storia puntualizzando sugli obblighi posti a suo carico come appaltatore all’epoca dei fatti. Non solo difesa la sua. Alla fine ha concluso parlando di «condotta scorretta del consigliere Staglianò che ha sollevato un fatto strumentale e persecutorio».

 Un’accusa rintuzzata dal capogruppo di “Io partecipo” con un «non ho assolutamente nulla di personale – ha specificato Staglianò – però è anche vero che, pur non essendo il Consiglio un tribunale, occorre verificare la pendenza della lite e leggendo i vari pareri degli avvocati non c’è scritto da nessuna parte che non esiste la causa di incompatibilità».

 Discorso ripreso da Posca nel suo augurio di rispetto della legge, delle istituzioni e della imparzialità. «Che la incompatibilità sussista – ha fatto notare Posca – si evince non solo dalle osservazioni proposte da Marra ma dall’avvocato che ha redatto il parere non avendo il consigliere Marra addotto documenti idonei per escluderla per cui deve ritenersi diretta la vertenza esistente tra lui e il Comune di Cardinale».

 Pareri discordanti tra maggioranza e opposizione dunque. Il sindaco ha insistito nella sua “difesa oggettiva” di Marra. «Il consigliere – ha replicato – è stato chiamato in causa come terzo e il Comune ha attestato la regolarità dei lavori. Quella che non è concordante  è la giurisprudenza. Se, infatti, la normativa fosse più chiara il ministero non avrebbe avuto esitazioni a rispondere. Io sarei più garantista».

 Niente incompatibilità pure per gli altri consiglieri di maggioranza Gerardo Fulciniti e Catiuscia Mazza con il primo a ricordare il parere dei legali e la seconda a citare alcune sentenzi favorevoli della Corte di Cassazione.

 La parola fine al dibattito l’ha posta il primo cittadino. «La cittadinanza e la democrazia sono stati garantiti – ha concluso il sindaco – Gli atti sono stati messi a disposizione di tutti senza preclusioni per nessuno in pieno clima di democrazia e trasparenza e nel solo rispetto degli interessi della comunità».

Poi il voto e il tutti a casa con il Consiglio che rimane nella sua composizione iniziale.

 

 

 

 

 

 

 

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