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CARDINALE (CZ) – Canone bacino Enel, la A2A impugna il regolamento


CARDINALE - Panorama

Chiesto anche l’annullamento della delibera di approvazione. Se il Comune dovesse soccombere perderebbe il canone annuo. La Giunta ha affidato la difesa all’avvocato Bruno Nisticò

di f.l.

CARDINALE (CZ) – 17 DICEMBRE 2014 – Si va in tribunale. La multinazionale A2A ha deciso di impugnare davanti al Tar della Calabria il regolamento comunale che disciplina il “canone patrimoniale non ricognitorio” spettante al Comune per la gestione del bacino ex Enel di località “Pepe”.

Oltre all’annullamento del regolamento, nel ricorso presentato ai giudici amministrativi catanzaresi la A2A, che ha rilevato l’invaso ex Enel di località “Pepe”, chiede anche l’annullamento della delibera con cui il consiglio comunale lo aveva approvato a novembre del 2013. Nelle stanze comunali non sono rimasti a guardare. La Giunta del sindaco Pino Marra si è mossa per attivare la linea difensiva affidata alle “cure” dell’avvocato Bruno Nisticò, in passato primo cittadino e profondo conoscitore dell’intera vicenda.

Una cosa è certa però. Se il Comune dovesse soccombere perderebbe l’incasso del canone annuo dovuto dalla A2A e da altre società che, da quanto emerso, si aggirerebbe attorno ai 100 mila annui. Il regolamento impugnato, infatti, interessa anche Telecom, Enel e Rete Gas, proprietarie di infrastrutture collocate sul territorio comunale. Di quelle appartenenti alla A2A fanno parte le strutture dislocate su una ampia area di località “Pepe” e la galleria congiungente quella porzione di territorio con la centrale idroelettrica di Satriano.

Il bacino ex Enel, originariamente progettato come diga e poi convertito in semplice invaso, venne costruito negli anni ’80. Era il tempo dell’amministrazione comunale del sindaco Giampiero Nisticò. La decisione di conferire l’area giunse dopo aspre battaglie in consiglio comunale riguardanti l’opportunità di concedere la zona a valle o a monte del centro abitato. Prevalse la seconda opzione. La scelta portò alla costituzione di un comitato spontaneo preoccupato delle conseguenze ambientali ai danni di un territorio che ancora porta i segni di terribili alluvioni.

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