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CAOS RIENTRO IN CLASSE, PINO ASSALONE: «LA SCUOLA MERITA PIÙ RISPETTO»

Da più settimane stiamo assistendo ad un caos sulle operazioni di apertura delle scuole che avremmo voluto sinceramente evitare.  La Scuola merita molto più rispetto e non può essere trattata con un decisionismo raffazzonato, inconcludente e con atteggiamenti confusionari

di Pino ASSALONE*

COSENZA –  10 GENNAIO 2021 – Basta con provvedimenti da parte del Governo che vengono cambiati nel giro di ventiquattro ore; basta con il moltiplicarsi delle ordinanze regionali; basta con tavoli tecnici avviati dalle Prefetture che stanno mettendo in discussione l’autonomia scolastica intimando alle stesse doppi ingressi scolastici che stravolgono gli assetti organizzativi degli istituti stessi e che non hanno previsto tutti gli effetti collaterali che queste decisioni producono. Basta con le ordinanze dei sindaci, e per finire, basta con i ricorsi al Tar i cui pareri alimentano a volte speranze e a volte delusioni.

Il caos istituzionale non può rappresentare la regola. L’incapacità e la mancanza di un serio progetto di coordinamento sta conducendo ad una politica del “fai da te”, senza una chiara visione di come poter raggiungere gli obiettivi dovuti pensando di gestire l’emergenza con provvedimenti tampone per poi rivederli dopo una settimana scompaginando l’organizzazione non solo quella didattica delle istituzioni scolastiche e di tutto quello comporta  il ruolo delle famiglie con le dovute ricadute sul piano degli impegni di lavoro di tantissimi genitori.

La scuola non può rappresentare una battaglia ideologica o eventualmente incanalarla su binari elettoralistici.

L’apertura della scuola deve rappresentare un impegno di scelte politiche ed organizzative più omogenee e non si può pensare di gestire l’emergenza con la politica dello stop and go. È opportuno,invece, che le scuole, nella piena autonomia, stabiliscano ingressi e uscite e di decidere la riduzione degli alunni in presenza.

Accanto a tutto questo è, però necessario, che ci sia un Piano scolastico, in questa fase di emergenza sanitaria, in modo diverso proprio per far sì che la riapertura della scuola avvenga senza rischi.  Si è già detto che i trasporti così come sono concepiti non sono sufficienti.

È necessario tra l’altro, il monitoraggio di tutti gli utenti scolatici attraverso la presenza di infermieri che le Asp avrebbero dovuto assegnare alle singole scuole in soccorso alla mancanza dei presidi sanitari già dal mese di settembre e che non sono mai arrivati a destinazione.

È opportuno prevedere un sistema di controlli sanitari dei dispositivi di sicurezza, del tracciamento dei contagi mediante l’utilizzo dei tamponi rapidi e di una corsia preferenziale per tutte le componenti scolastiche per la campagna di vaccinazione.

Chi frequenta gli istituti scolastici non vive sotto una campana di vetro, anzi, il rischio di contagio come abbiamo visto, non esclude il mondo della scuola.

 Quello che sfugge è che la cosa più importante non è tanto riaprire le scuole, ma cercare di tenerle aperte garantendo agli studenti e a tutto il personale scolastico il diritto di riappropriarsi degli spazi fisici che la scuola offre a partire dalle aule e dei laboratori e di tutte quelle attività pomeridiane che rappresentano l’ampliamento dell’offerta formativa che invece una didattica a  distanza non può assolutamente contemplare,  ma che acuisce differenziazioni territoriali, che aumenta il disagio sociale,  che si proietta in una accentuazione della povertà educativa,  degli abbandoni scolastici,  di quelle fragilità educative che la scuola in presenza riesce sempre di più a far superare e a colmare.

Purtroppo i temi scolastici in questa difficilissima fase vengono affrontati non sempre con gli accorgimenti dovuti affidandosi ad una politica improvvisata pensando che la realtà si possa sostituire rincorrendo gli eventi e magari esserne immancabilmente travolti.

* Segretario provinciale FLC-CGIL Cosenza