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CANI AVVELENATI AD ALBI, FOTOTRAPPOLE E DRONI CONTRO LE VIOLAZIONI AMBIENTALI NEL PARCO DELLA SILA


Carabinieri denunciano il responsabile. Episodio a fine settembre 2020. Rafforzati i controlli 

di REDAZIONE 

ALBI (CZ) –  20 GENNAIO 2021 –  E’ stato individuato e denunciato l’autore dell’avvelenamento di due cani meticci nel comune di Albi (Catanzaro), in territorio ricadente all’interno del Parco Nazionale della Sila,  avvenuto a fine settembre 2020.

I militari del Reparto Carabinieri “Sila”, Stazione di Monaco, coadiuvati dal servizio veterinario dell’Asp di Catanzaro, erano intervenuti, all’epoca dei fatti, sul luogo a seguito di una segnalazione, trovando due carcasse di cani e alcuni bocconi/esca sequestrati e inviati all’istituto zooprofilattico di Catanzaro Lido per gli esami di laboratorio, che hanno accertato la presenza di sostanze tossicologiche.

Sul posto sono stati utilizzati anche due cani antiveleno Thor (Labrador) e Kira (Malinois) dei Carabinieri Forestali della Stazione Parco di Cerchiara di Calabria (Cosenza), che hanno accertato la presenza di molecole di veleno sul terreno nelle immediate vicinanze del ritrovamento.

Le indagini, supportate dalla visione delle videocamere presenti sul territorio e dalle testimonianze di alcuni cittadini, hanno consentito di risalire al responsabile dell’avvelenamento, un operaio del luogo.

Il risultato è dimostrazione del capillare impegno dell’Ente Parco Nazionale della Sila, che attraverso il Reparto Carabinieri P.N. “Sila”, garantisce la conservazione, la sorveglianza ed il monitoraggio dell’altopiano e della Riserva della Biosfera Mab Sila, anche con l’ausilio di strumenti investigativi non convenzionali ed al passo con l’innovazione tecnologica.

Fototrappole (circa 100 sono quelle fornite dal Parco) e droni risultano, del resto, alcuni dei fondamentali dispositivi nel tempo adottati dall’Ente Parco. Strumenti dimostratisi assai utili al Reparto Carabinieri P.N. “Sila” – il quale opera nell’area protetta del Parco stesso, avvalendosi di sette Comandi Stazione Carabinieri “Parco” – nel corso dei propri controlli avverso, tra le altre cose, maltrattamento degli animali, reati contro il patrimonio naturale e abbandono dei rifiuti.

Un lavoro, dunque, sinergico quello che vede protagonisti Ente Parco e Reparto P.N. “Sila”; un lavoro cheè, soprattutto, caratterizzato da un comune e condiviso obiettivo: tutelare e salvaguardare il territorio silano e chi lo vive quotidianamente.

Non a caso, di estrema importanza è quanto svolto, con vincolo di dipendenza funzionale dall’Ente Parco per il tramite del Comandante Angelo Battista Roseti, dal citato Reparto, il cui piano operativo è stato, proprio a gennaio 2021, approvato.

Si tratta di: sorveglianza dell’intero territorio del Parco e, in particolare, di tutto il suo patrimonio naturale, paesaggistico, estetico e culturale; verifica del rispetto dei provvedimenti amministrativi dell’Ente Parco; monitoraggio del territorio e delle sue risorse; interpretazione naturalistica; emergenza ambientale.

E ancora: assistenza e soccorso alle popolazioni residenti e ai visitatori del Parco in caso di necessità e/o calamità; tutela delle aree SIC e ZPS incluse; collaborazione e supporto logistico ai progetti di ricerca scientifica, di monitoraggio ambientale e censimenti faunistici; attività specifiche mirate all’educazione ambientale, divulgazione e informazione ambientale e quant’altro.
I risultati sono evidenti.

Il Presidente dell’Ente Parco Francesco Curcio e il Direttore f.f. Domenico Cerminara esprimono soddisfazione: «Siamo assolutamente orgogliosi delle nostre attività di tutela ambientale, nonché del lavoro posto in essere dal Reparto, che si batte giorno dopo giorno per salvaguardare il Parco Nazionale della Sila». 

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