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CAMPORA (CS) – E’ partito il Forum della Coldiretti Calabria


Coldiretti a confronto nel decimo Forum regionale
Coldiretti a confronto nel decimo Forum regionale

Appuntamento giunto alla decima edizione. Argomenti cruciali quali agricoltura, alimentazione e con una specifica sessione sui consorzi di bonifica e irrigazione

di Redazione

CAMPORA SAN GIOVANNI (CS) – Con l’apertura dei lavori da parte del Presidente della Coldiretti Calabria è iniziato al “Centro Congressi La Principessa” a Campora San Giovanni – Amantea (Cs) il Forum Regionale della Coldiretti Calabria giunto alla decima edizione dedicato ai temi dell’agricoltura e dell’alimentazione e con una specifica sessione sui Consorzi di Bonifica e irrigazione. 

Subito caldi i temi lanciati: visione di sviluppo sostenibile e durevole –ha esordito – significa creare lavoro vero. Vogliamo continuare a investire nella bellezza, e combattere uno stanco, vecchio regionalismo, che sta corrompendo la vitalità dello sviluppo. Ecco quello che ci aspettiamo dal nuovo Governo regionale: scelte responsabili e condivise insieme a tutta la società calabrese, per dare risposte al grande disagio sociale che attraversa la società nel nuovo millennio ma anche per creare un contesto favorevole alle imprese. A cominciare da una attenta rivisitazione dei fondi comunitari, che non vanno persi o dispersi. Bisogna gestire le emergenze ma cambiare anche strategia. La prima sessione sul progetto della filiera agricola della Coldiretti, ha fatto emergere le opportunità e le innovazioni in agricoltura e la necessità di continuare su questa strada – come ha sottolineato il delegato regionale dei Giovani Impresa Coldiretti Daniele Perrone- che orgogliosamente ha rivendicato che i giovani sono pronti a dare il meglio”. 

Gli approfondimenti hanno evidenziato, il grande appeal dell’agroalimentare italiano e primari responsabili di strutture economiche e della ristorazione hanno, avvalendosi di dati,  evidenziato una ricerca di cibo italiano a Kmzero. Rosella Pellegrini – Presidente AIRC Calabria  ha insistito sullo stretto rapporto tra qualità del cibo e prevenzione della salute. E’ stata illustrata la rete di vendita diretta di Campagna Amica che nelle varie tipologie in Calabria è molto estesa e cresce sempre di più. 

 La seconda sessione su “cibo italiano e legalità” ha posto l’accento su quello che oggi rappresenta, anche in vista di Expo 2015, una frontiera da affrontare con decisione visto anche l’interesse che sul cibo ha la criminalità organizzata. Nel dibattito: don  Paolo Bonetti- Consigliere Ecclesiastico della Coldiretti “la vocazione è coltivare e custodire bisogna coniugare legalità e bene comune partendo dalla testimonianza”; Mario Spagnuolo- Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia- ha affermato che il contrasto alla criminalità organizzata, che è molto interessata al settore agricolo ed agroalimentare,  è decisivo altrimenti andiamo a fondo tutti”; l’on. Nicodemo Oliverio ha riferito della attenzione del governo sull’agricoltura e della battaglia decisiva sulla contraffazione. 

Ha annunciato tre provvedimenti sulla salvaguardia degli agrumeti che interessa la Calabria, la legge sull’agricoltura sociale e sulla tutela della biodiversità.  Frodi Alimentari e troppo prescrizioni è’ il monito che Giancarlo Caselli, presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio di Coldiretti sulla criminalità in agricoltura, parlando di contraffazione e agromafia, ha rivolto in Calabria ai partecipanti al decimo forum della Coldiretti Calabria su agricoltura e alimentazione in corso di svolgimento in Calabria.“Le leggi in materia di frodi alimentari, di principio, sono ben congegnate. 

I problemi derivano dal loro funzionamento concreto, perché il processo penale in Italia è un disastro,  la prescrizione incombe e spesso scatta per reati come questi, che non prevedono sanzioni pesanti. Lo ha affermato Giancarlo Caselli, presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio di Coldiretti sulla criminalità in agricoltura in occasione della sessione su cibo e legalità del forum della coldiretti Calabria. Per l’ex Procuratore di Palermo e Torino sono da rafforzare le sanzioni interdittive perché sono più efficaci del processo penale. 

Giudizio positivo anche sui controlli da parte dell’ex magistrato ora impegnato in Coldiretti, il quale però ha sottolineato la necessità di un maggior coordinamento negli interventi tra le forze di Polizia e un aumento della loro professionalità. Caselli non ha risparmiato critiche ai colleghi sostenendo che solo in poche Procure esiste una specializzazione sui temi delle frodi commerciali, mentre nella maggior parte le indagini sono condotte in modo superficiale tanto da finire molte volte con un’archiviazione. 

Sarebbe necessario pensare ad una nuova organizzazione giudiziaria- ha detto rivolto alla numerosa platea di addetti ai lavori  – con maggiori competenze, in modo da individuare le responsabilità anche nelle stanze dove si fanno le scelte di fondo e non solo tra gli ultimi anelli della catena. L’esempio è quello francese  dove è stato creato un “pool de la santè”. 

Caselli non ha risparmiato neanche l’Europa che punta a alla libera circolazione delle merci con il rischio di omologazione, favorendo   così la produzione di massa piuttosto che quella di qualità. Il fatturato della agromafie nel 2013 è stato di 14 miliardi di euro e nel 2014 il dato sarà, con ogni probabilità, ancora più alto. Caselli ha sottolineato che la lotta alla mafia in genere non è semplice, perché si tratta di una mafia ricca, in grado di infiltrarsi in ogni settore, compreso l’agroalimentare, che rappresenta un comparto tra i più economicamente vantaggiosi. In Italia 1/3 della spesa quotidiana, ha spiegato, è costituita da alimenti importati, per i quali non esiste una normativa di tutela, di tracciabilità, anche perché ci sono interessi industriali e di alcune lobby che lo impediscono. 

Questo, non solo rappresenta un danno alla nostra economia, ma rappresenta un pericolo per la salute dei consumatori. “La lotta alla mafia, ha poi spiegato, deve essere una lotta anche culturale, partendo proprio dalle istituzioni pubbliche che non possono tirarsi fuori, anzi l’Osservatorio di Coldiretti – ha spiegato – è ben lieto di accettare collaborazioni in questo senso”. “Bisogna avere il coraggio – ha poi concluso – di denunciare le situazioni, così come avere l’obbligo di sostenere chi lo fa. Solo con la coerenza e lavorando con la responsabilità dei fatti si possono ottenere risultati concreti”. 

Klaus Algieri presidente della Camera di Commercio di Cosenza ha annunciato che l’Ente Camerale ha deliberato l’adesione alla Fondazione sulle agromafie.

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