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BUFERA STIPENDI, I CALCIATORI SUL PIEDE DI GUERRA


Permettere ai club l’iscrizione ai prossimi tornei ma senza garantire il pagamento degli arretrati a giocatori e tecnici rischia di portare allo scontro. Tommasi furioso

Fonte: CORRIEREDELLOSPORT.IT (Andrea RAMAZZOTTI) 

PRESERRE (CZ) –  22 MAGGIO 2020 –  Tuoni e fulmini dell’Aic contro la Figc e i club.

Il consiglio direttivo di ieri dell’associazione dei calciatori ha avuto toni assai accessi.

Nel mirino la delibera di mercoledì del Consiglio Federale che permette di iscriversi ai campionati 2020-21 anche alle formazioni che non hanno pagato le mensilità di marzo e aprile perché impegnate in un contenzioso di fronte al Collegio Arbitrale con i rispettivi spogliatoi. Una decisione che è giudicata un vero e proprio affronto.

Anzi, l’ennesimo affonto dopo che l’Associazione non era stata coinvolta nel processo per la stesura del protocollo medico per gli allenamenti di squadra. I giocatori si sentono messi da parte nonostante gli attori protagonisti siano loro.

«C‘è una situazione eccezionale per il coronavirus e si pensa di risolverla con le solite logiche: provo a scaricare sull’altro il problema, se possibile anche a fregarlo. E’ questo che mi preoccupa» ha detto Damiano Tommasi all’Ansa.

I calciatori sottolineano che i club di A hanno già ricevuto dai broadcast oltre l’80% dei proventi dai diritti tv e che hanno con tratti blindati che verosimilmente li metteranno nelle condizioni di riscuotere anche il resto, soprattutto se il campionato terminerà.

Per questo non accettano la logica del taglio che invece la Lega ha messo per iscritto (2 mensilità se il tornerò finirà) forte dell’appoggio della Fifa.

Un bel caos.

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