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“BLUETONGUE” IN ALLEVAMENTO A S. VITO, REVOCATO SEQUESTRO ANIMALI


Ordinanza sindaco dopo che Asl ha reso noto il venire meno delle cause che avevano giustificato provvedimento

di Franco POLITO

 SAN VITO SULLO IONIO (CZ) –  10 OTTOBRE 2020 –  Revoca dell’ ordinanza  n. 27 con cui lo  scorso 20 luglio il commissario prefettizio Gino Rotella aveva disposto il sequestro di un allevamento sul territorio di San Vito sullo Ionio.

Lo ha disposto una nuova ordinanza del sindaco Antonio Tino dopo che il Servizio di Sanità Animale dell’Asp di Catanzaro ha comunicato che non sussistono più le ragioni che avevano giustificato il provvedimento del rappresentante governativo.

Il sequestro era scattato in seguito alla nota del Servizio Veterinario dell’Asp. L’autorità sanitaria rendeva nota l’esistenza di un focolaio  febbre catarrale degli ovini (Bluetongue) in un allevamento del posto.

Cessate le cause, l’Asp ha fatto la richiesta inversa, ovvero quella di revocare l’ordinanza commissariale. Puntuale, la revoca è arrivata.

Oltre che al proprietario dell’allevamento, l’ordinanza che la contiene è stata notificata anche al locale ufficio di polizia municipale; ai sindaci dei comuni confinati (Chiaravalle Centrale, Cenadi, Olivadi, Petrizzi, Polia, Monterosso Calabro, Capistrano); al Distretto Veterinario a cui afferisce il comune di San Vito sullo Ionio; ai Servizi Veterinari dell’Asp Catanzaro e  della Regione Calabria.

La febbre catarrale degli ovini, piu’ comunemente conosciuta come Blue tongue (BT), e’ una malattia infettiva, non contagiosa, dei ruminanti trasmessa dagli insetti vettori.

L’agente eziologico e’ un virus appartenente alla famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, del quale si conoscono 24 sierotipi.

La loro patogenicita’ e’ variabile e, benche’ tutte le specie di ruminanti siano recettive, la malattia si manifesta in forma grave negli ovini, con sintomi caratterizzati da infiammazione, congestione, edema a carico della regione della testa, emorragie ed ulcere delle mucose.

Il virus della BT è trasmesso da insetti appartenenti al genere Culicoides, e la diffusione della malattia nel mondo è compresa in un’area geografica delimitata approssimativamente tra il 53° parallelo Nord e il 35° Sud, dove esistono le condizioni climatiche ed ambientali idonee al ciclo vitale degli stessi.

Negli animali infetti possono comparire emorragie petecchiali sul musello e sulla mucosa oculare, talora accompagnate da congiuntivite. Si osservano forme respiratorie con scolo nasale e croste attorno alle narici, edema polmonare e polmonite.

A livello cutaneo invece possono essere messe in evidenza aree di iperemia che sfociano in dermatite circoscritta, che sono più gravi nei punti esposti direttamente alla luce del sole.

E’ possibile la perdita del vello. 

Gli animali manifestano rigidità locomotoria o zoppia in seguito alle lesioni muscolari e podali, le lesioni muscolari possono provocare anche torcicollo. 

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