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BEATIFICAZIONE CASSIODORO, CHIUSA A SQUILLACE INCHIESTA DIOCESANA


Ascoltati diversi testimoni durante cerimonia presieduta da mons. Bertolone

di REDAZIONE

SQUILLACE (CZ) –  23 LUGLIO 2021 –  Ha avuto luogo questa mattina nella basilica cattedrale di Squillace la  la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Flavio Magno Aurelio Cassiodoro.

Alla cerimonia, presieduta dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace mons. Vincenzo Bertolone, hanno preso parte, tra gli altri, Padre Pasquale Pitari, giudice delegato episcopale, don Stephen Achilihu, promotore di giustizia, e don Davide Riggio, notaio.

Presenti anche il sindaco squillacese, Pasquale Muccari,  e Guido Rhodio, già presidente della Regione Calabria e primo cittadino di Squillace.

Sono stati auditi diversi testimoni.

«La figura del Servo di Dio  – ha sottolineato Pitari –  è emersa per quindici secoli, nella memoria storica, nella letteratura, nell’arte, come anche nelle raffigurazioni della Concattedrale di Squillace, in tutta la sua statura morale ed ecclesiale, come laico esemplare che ha vissuto e annunciato con la coerenza della vita la sua fede in Cristo e nel Vangelo, accompagnando l’annuncio con un solerte e fecondo impegno speculativo e organizzativo di vita monastica

Dopo essere stato primo ministro alla corte del re ostrogoto Teodorico a Ravenna, ha vissuto le ultime tre decadi della vita nella sua Squillace, operando per la pacificazione tra le due culture romano-gotica e greca; qui ha avviato e curato due cenobi, il Vivariense e il Castrense, in cui, oltre la preghiera e la vita caritativa, molto risalto aveva la cura della Parola di Dio e della Liturgia, e la trascrizione delle opere letterarie dei Padri e della cultura classica, anche pagana».

Papa San Giovanni Paolo II ha indicato Cassiodoro come figura esemplare nella sua visita a Catanzaro il 6 agosto 1984. Papa Benedetto XVI si è soffermato su Cassiodoro nella catechesi del mercoledì 12 marzo 2008.  Nel passato, vari sono stati i riferimenti letterari a Cassiodoro, chiamato beatus, sanctus, doctor, certamente per i suoi scritti di alta levatura spirituale, dai quali si ricavano pure notizie della sua vita ascetica, della pratica delle virtù teologali della fede, della carità e della speranza, delle virtù cardinali e umane».

Pitari ha aggiunto: «Il culto pubblico è stato nel passato e nel presente soprattutto nella sua Squillace, dove la sua effigie, vestito da monaco, è presente nel mosaico dell’abside della Cattedrale accanto alla Madonna Assunta, in un altro mosaico e nella cappella del Crocifisso».

Inoltre ha ricordato che «la spiritualità del Servo di Dio, essenzialmente cristocentrica, è chiara e sempre attuale nelle sue opere spirituali: l’Expositio Psalmorum, il De anima e le Institutiones. Rivolgendosi a Cristo, Cassiodoro ha scritto: “Te autem amare, salvari; formidare, gaudere; invenire, crevisse; amisisse perire est”, «amarti è essere salvati; temerti è godere; trovarti è crescere in grandezza; perderti è morire» (De anima, 13, Oratio Cassiodori).

Poi ha concluso: «Bastano queste parole per apprezzare e riconoscere la santità di questa anima bella, tutta di Cristo». 

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