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BATTAGLINA, MSI – FT: «ORA BASTA!!! RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO TERRITORIO»


Riceviamo e pubblichiamo:

BORGIA (CZ) –  2 GIUGNO 2018 –   «Qualche giorno fa abbiamo appreso dalla stampa di un’indagine dei Carabinieri sullo scottante affare della “Battaglina”.

Dalle nostre informazioni sappiamo che nei giorni 2 e 3 di maggio la ditta Sirim srl ha aperto i cancelli del cantiere prelevando con dei grandi camion del materiale (purtroppo non sappiamo nello specifico di cosa si tratti)  che si trovava all’interno del sito commettendo, a nostro avviso, un reato in virtù della determina n° 45 dell’Ufficio Urbanistica e Demanio del Comune di Borgia datato 16 maggio 2017 con cui, lo stesso Ente Comunale, rilevati i presupposti per la risoluzione del contratto n° 18 del 30 maggio 2008, ordina alla SIRIM la restituzione dei terreni della Battaglina sgombri da persone o cose. 

Ordina, allo stesso tempo, il ripristino dei luoghi entro 60 gg. dalla data della determina. La SIRIM, nonostante tutto, ha presentato ricorso al TAR della Calabria avverso alla determina n° 45 del 16 maggio 2017. La mancata applicazione del dispositivo della determina appena citata, trascorsi i 60 giorni previsti, testimonia che ancora una volta la SIRIM trova spazio e comodo presso gli uffici e gli amministratori del comune di Borgia, in linea con quanto accaduto negli anni e con le gestioni precedenti, con amministratori sempre appartenenti al partito democratico borgese. 

Trascorsi i 60 giorni il comune avrebbe dovuto rientrare in possesso del terreno della BATTAGLINA con un provvedimento immediato, anche coinvolgendo le forze dell’ordine.  Nonostante il ricorso al TAR da parte della ditta questo non è stato fatto, con la conseguenza che la Sirim è rimasta in possesso del terreno per un altro anno intero.

Tornando all’accesso al cantiere, la ditta avrebbe dovuto avere una sospensiva giudiziale per poter accedere al terreno con mezzi pesanti, atto che sottintende molti lati oscuri e che nonostante tutti i nostri sforzi non siamo riusciti ad ottenere da questa amministrazione, altrettanto ambigua delle precedenti sul problema. 

La Sirim ha certamente agito in violazione della determina n° 45, atteso che nemmeno dall’Ente Comunale poteva essere concessa autorizzazione all’accesso ai luoghi in quanto  avrebbe commesso un reato nei confronti della stessa determina emessa. 

Ciò che abbiamo esposto finora non è tutto in quanto la vicenda è ancora fluttuante. Oltre al ricorso al TAR sulla testa dei cittadini pende ancora il ricorso al Commissario agli Usi Civici presentato dalla stessa SIRIM.  Infatti, giorno 18 ottobre 2017, la Sirim ha presentato ricorso per riassunto al Commissario degli Usi Civici della Calabria chiedendogli di pronunciarsi sulla “qualitas soli”, ossia sull’esistenza del vincolo dell’uso civico sul terreno in oggetto nella tesi che l’uso civico non esiste e che, se esistito in passato, ad oggi è andato perso. 

Il 26 febbraio scorso si è poi tenuta la prima udienza presso il commissario agli usi civici e nel giudizio si sono costituiti 33 cittadini di Borgia, per difendere e tutelare i diritti di tutti noi su quel terreno. Stranamente e clamorosamente chi non si è costituito a difendere i cittadini è il Comune di Borgia, pur essendo stato chiamato in causa dalla SIRIM , assieme al Comune di San Floro ed alla Regione Calabria.

Lo stesso Comune si è astenuto dal presentare anche solo uno straccio di memoria a difesa ed in favore dell’intera Comunità. Un fatto che condanniamo in toto in quanto così non si è fatto altro che favorire la posizione della SIRIM, purtroppo in continuità di tutto quanto accaduto in questi anni  con una amministrazione che avrebbe dovuto intervenire, a spada tratta e senza nessuna perplessità, al fianco, se non alla testa, della Cittadinanza invece di ingarbugliare la burocrazia e latitare ogni volta che sarebbe stata utile  e necessaria la sua presenza.

Mai nessuna parola è stata spesa dall’Ente comunale sul dove tonnellate di terra e di legname siano andati a finire. Soldi e beni della comunità sui quali vige tutt’ora un autentico mistero.

Ovviamente per tutto quanto sta accadendo dobbiamo lodare soprattutto quei 33 cittadini volenterosi, che si sono costituiti in prima persona, nonchè l’associazione Civiltà e Progresso ed il gruppo politico  Nuova Borgia che, assieme a noi, non hanno mai fatto un passo indietro a difesa dei diritti di tutti, anche di chi ci aveva consegnato LA PIU GRANDE DISCARICA D’EUROPA e solo per biechi interessi personali. 

Il 25 giugno prossimo ci sarà la seconda udienza presso il commissario degli usi civici. Noi come MSI-Fiamma Tricolore ovviamente saremo presenti in modo consistente a sostenere e lottare a fianco di chi ha voluto difendere i propri diritti e quelli di tutta la Comunità, come sempre fatto dalla prima pagina di questa triste e sporca vicenda ed invitiamo pubblicamente tutti i cittadini borgesi a partecipare numerosi all’udienza, sollevando il nostro grido di protesta e facendo sentire il più forte possibile la nostra voce a chi dovrà decidere, nella speranza di chiudere il prima possibile questa vicenda.

E’ pur vero che come  missini sosteniamo da sempre che, nel momento in cui le istituzioni non compiono il proprio dovere, devono essere i cittadini a sostituirsi ad esse.

L’affare Battaglina deve essere chiuso nel minor tempo possibile con la restituzione dei terreni ai cittadini (purtroppo quell’angolo di natura e paradiso non tornerà mai più come prima) sperando che i responsabili vengano chiamati a pagare per questi 10 anni di scempio di un terreno pubblico attuati, sempre e solo, per sporchi giochi di potere». 

Lorenzo  SCARFONE, per la Segreteria Cittadina “Piero MURINITI”  – Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore di BORGIA

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