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BADOLATO (CZ) – SCACCO ALLE ‘NDRINE DEL SOVERATESE, 7 ARRESTI. I NOMI (AGGIORNATO)


Operazione “Pietranera” della Squadra Mobile di Catanzaro contro esponenti di rilievo e sodali della cosca Gallelli

di REDAZIONE 

BADOLATO (CZ) – 7 NOVEMBRE 2017 –  Sette persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile di Catanzaro su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo.

Si tratta di Gallelli Vincenzo, cl. 43, intenso “Cenzo Macineju”, Santillo Andrea, cl. 60, inteso “Nuzzo”, Santillo Antonio, cl. 81, Gallelli Antonio, cl. 80, Larocca Francesco, cl. 66, Niastico’ Giacomo, cl. 67, Caporale Giuseppe, cl. 81.

Gli indagati, tutti del comprensorio di Soverato, sono ritenuti colpevoli, a vario titolo, di più episodi di estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa, nei confronti di due imprenditori agricoli con attività ubicata nel Comune di Badolato.

Le attività investigative, condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro, – si legge in una nota stampa “coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nelle persone del Procuratore Aggiunto Dr. Vincenzo Luberto e del Procuratore Aggiunto Dr. Vincenzo Capomolla, con la supervisione del Procuratore Capo Dr. Nicola Gratteri, hanno permesso di accertare che il capo cosca settantaquattrenne Vincenzo Gallelli ha imposto, per oltre vent’anni, la “guardiania” sulle proprietà di una nota famiglia di Badolato, fissando altresì le modalità di sfruttamento dei terreni e costringendo, di anno in anno gli imprenditori a concederli a pascolo ed erbaggio a propri familiari, nipoti e pronipoti, impedendone in tal modo il libero sfruttamento commerciale da parte dei legittimi proprietari.

 I provvedimenti restrittivi, denominati operazione “Pietranera” sono scattati nei confronti diversi soggetti coinvolti nell’operazione Itaca Free Boat, risalente al 2013, che ad ottobre aveva portato a 12 sentenze di condanna

Da quanto appreso, gli arrestati sarebbero esponenti di rilievo e sodali della cosca Gallelli, attiva nel territorio del Basso Jonio Soveratese  della provincia di Catanzaro.

Nei loro confronto sono ipotizzati episodi estorsivi ai danni di un’impresa agricola appartenente ad una nota famiglia di latifondisti.

I particolari sono stati resi noti alle ore 11 al Complesso Monumentale della Polizia di Stato a Catanzaro.

 

 

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