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AUTO INCENDIATA A MONTEPAONE, CI SONO DUE FERMI

Alla base del gesto ci sarebbe un debito di 500 euro

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) – 9 MARZO 2019 –  Sono accusati di aver incendiato un’autovettura per estorcere denaro alla vittima: sono scattatidue fermi per tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio in concorso.

Era appena passata la mezzanotte di giovedì quando i prevenuti si sarebbero recati in via Carducci di Montepaone, con l’obiettivo di innescare l’incendio dell’autovettura in uso a un giovane del posto.

A questo punto, i due si sarebbero dati alla fuga, percorrendo un primo tratto a piedi e proseguendo poi a bordo di autovettura. I repentini movimenti non sarebbero sfuggiti a un Carabiniere in servizio presso la Stazione di S. Andrea Apostolo dello Jonio e residente nelle vicinanze, il quale, terminato il turno di servizio, stava facendo rientro presso la propria abitazione.

Lo stesso ha fornito le prime, fondamentali, indicazioni sull’evento e sui presunti responsabili, contattando la Centrale Operativa della Compagnia di Soverato, che ha immediatamente diramato le ricerche a tutte le pattuglie in circuito.

Dopo qualche ora, i prevenuti, successivamente identificati in Corapi Giuseppe, 36enne di San Sostene, e Signorelli Francesco, 22enne di Davoli, sono stati rintracciati dai militari della Stazione Carabinieri di Davoli,all’interno di un bar sito in quella frazione marina e tradotti in caserma.

Dai successivi accertamenti, è emerso che gli stessi avrebbero agito al fine di riscuotere un debito di 500 euro, vantato dal Corapi nei confronti della vittima, la quale sarebbe stata già più volte sollecitata mediante minacce telefoniche.

Inoltre, i due avrebbero anche tentato di crearsi un alibi, recandosi presso un ristorante di Davoli poco prima di commettere il fatto delittuoso, con l’obiettivo di farsi rilasciare una ricevuta fiscale, attestante la loro presenza sul posto; tuttavia, grazie alle dichiarazioni rese dal titolare della medesima attività commerciale, anche tale circostanza è stata chiarita.

Inevitabilmente entrambi sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, con l’accusa di tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio in corso, e ristretti in regime di arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

Nel pomeriggio odierno, all’esito dell’udienza di convalida, il G.I.P. di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, ha dispostola custodia cautelare in carcere nei confronti del Corapi, che pertanto è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Catanzaro-Siano, e gli arresti domiciliari per il Signorelli.