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ARGUSTO (CZ) – La moda di un “Sogno di mezza estate”


Uno scatto sulla serata

Uno scatto sulla serata

Ai ruderi del monastero  agostiniano di Santa Maria della Sanità sfilata presentata dalla Pro Loco di Argusto in collaborazione con l’Istituto Tecnico Tecnologico settore moda di Girifalco ed organizzata da Olimpia Macrì, anche nel ruolo di stilista presentando alcune delle sue creazioni più belle e ha dimostrato che nonostante la giovane età l’impegno e la passione in quello che si fa superano ogni ostacolo

Fonte: articolo e foto di Gianni Romano (Il Quotidiano del Sud, in precedenza denominato Il Quotidiano della Calabria)

ARGUSTO (CZ) – 11 AGOSTO 2014 – Si è tenuta nella suggestiva location dei ruderi del Monastero Agostiniano di Santa Maria della Sanità ad Argusto, la sfilata “Sogno di una notte di mezz’estate”.

Presentata dalla Pro Loco di Argusto in collaborazione con l’Istituto Tecnico Tecnologico settore moda di Girifalco, la sfilata è stata magistralmente organizzata da Olimpia Macrì, che ha svolto anche il ruolo di stilista presentando alcune delle sue creazioni più belle e ha dimostrato che nonostante la giovane età l’impegno e la passione in quello che si fa superano ogni ostacolo.

Il tema centrale era il connubio fra cinema e moda, come spiegato a inizio serata dall’impeccabile presentatrice Rossella Galati: «La moda, il cinema, due mondi diversi, ma inseparabili. Fin dagli albori il cinema è stato strettamente legato alla moda. Ruolo fondamentale è stato ed è quello di descrivere attraverso l’abbigliamento l’”essenza “ del personaggio cinematografico.  Tale connubio ha inizio negli anni Dieci e si è evoluto con l’evolversi del cinema: da un lato la moda influenza il cinema (o addirittura gli impone le sue creazioni), dall’altro ne è inevitabilmente influenzata. Ed è cosi che attraverso i costumi lo stile di divi e divine è entrato a far parte della memoria collettiva. Alle origini del cinema le attrici provvedevano personalmente al loro guardaroba, oppure, per i film in costume, ricorrevano alle sartorie teatrali. Col tempo, ci si rese conto della necessità che qualcuno si dedicasse interamente a mettere in risalto il corpo della diva. Nacque così a Hollywood, nella seconda metà degli anni Venti, la figura del costumista .E’ nel 1948 fu istituito il premio Oscar per i costumi. Ancora oggi cinema e moda appaiono irresistibilmente uniti in un complesso apparato di scambi, frutto non tanto di meccanismi industriali o commerciali, quanto di un’attrazione fatale, destinata a durare a lungo, a dispetto di qualunque tentativo di separazione. Due mondi che nascono con dna diversi, certamente, ma che attraverso il messaggio che vogliono divulgare/esprimere, si intrecciano in un unico gomitolo».

 Ad aprire la serata sono stati i più piccoli che hanno dimostrato a tutti  l’importanza di stare insieme e di divertirsi. La dolce voce di Ilenia Procopio ha deliziato tutti i presenti cantando sulle note dei più grandi classici della storia della canzone italiana. In quella magica serata il pubblico ha potuto ammirare le movenze sinuose dell’arte della danza del ventre, egregiamente ballata da Serena Urzino e dalle alunne della sua scuola.

Tanti sono stati i film rappresentati citantone alcuni: “Maria Antonietta”, “Titanic”, “Il Grande Gatsby” (realizzato da una superba Ylenia Fratto) e “Il Corvo”. Proprio quest’ultimi abiti di Olimpia Macrì hanno chiuso la serata che oltre ad essere stata applaudita ed aver ottenuto un consenso generale ha permesso al pubblico di entrare in quel mondo incantato che nasce dall’unione fra  cinema e moda.

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