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ARES, IL CUCCIOLO “RINATO”


In condizioni disperato quando venne trovato da tre ragazzi, ha lottato fino a guarire grazie alla veterinaria che lo ha preso in cura e all’intervento dell’Enpa

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  25 NOVEMBRE 2018 –  Lo avevano trovato in un fosso profondo tre metri, a fine luglio, in una frazione di Motta Santa Lucia, nel Catanzarese. 

Lo avevano quindi soccorso, tre ragazzi, caricandolo su una barella improvvisata e lo avevano affidato alle cure di un veterinario. Ma le condizioni di Ares, un cucciolo fantasia di pochi mesi, erano disperate e tutto faceva pensare che il cagnolino non ce l’avrebbe fatta. Infatti il povero animale, magrissimo e infestato dai parassiti, aveva una frattura del cranio, un forte trauma a carico della spina dorsale e un grave danno neurologico.

E invece, la voglia di vivere di Ares ha prevalso su tutto, anche sulla prognosi negativa. Il cane, un randagio che Enpa, l’ente nazionale protezione animali, non esclude essere stato vittima di violenza, ha lottato con la forza che ancora aveva in corpo e giorno dopo giorno ha iniziato a migliorare.

Lentamente, un po’ alla volta. A fare la differenza non e’ stata soltanto la professionalità’ della veterinaria che lo ha avuto in cura, e che non si e’ mai arresa, e’ stato anche l’intervento dell’Ente Nazionale Protezione Animali.

Infatti, grazie al progetto Rete Solidale di cui e’ responsabile Paola Tintori, Enpa si e’ fatta carico del cucciolo coprendo tutte le spese medico-veterinarie – anche quelle di degenza – e trovandogli una sistemazione non appena le sue condizioni lo avessero consentito.

E alla fine Ares non solo e’ uscito dal tunnel – guarito al 100%, dicono i veterinari – ma ha trovato una sistemazione protetta, in Nord Italia, dove potrà’ vivere serenamente e dimenticare la terribile esperienza vissuta pochi mesi fa.

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