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ARCHEOLOGICO REGGIO, RIECCO LE BELLEZZE DELLA CALABRIA ANTICA


Malacrino: tante difficoltà ma dal prossimo mese riaperte porte

di REDAZIONE 

REGGIO CALABRIA  – 18 MAGGIO 2020 –   «Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria potrà riaprire le porte nel mese di giugno. Dopo tanta attesa, dunque, i visitatori potranno fruire delle bellezze della Calabria antica e ammirare nuovamente i Bronzi di Riace e di Porticello», dichiara il direttore Carmelo Malacrino.

Nei giorni scorsi, infatti, il comitato tecnico scientifico del Governo ha definito le linee guida per la riapertura dei Musei e per garantire la sicurezza del personale e degli utenti, suddividendo gli Istituti in due grandi categorie basate sul numero di visitatori avuti nell’ultimo anno.

La soglia prevista di 100.000 ingressi pone il Museo reggino nel gruppo di musei con maggior flusso, essendo state oltre 225.000 le presenze nel 2019, quasi la metà del totale dei visitatori dei musei statali calabresi. In questi casi l’attenzione per la sicurezza dovrà essere massima e coinvolgerà ingressi contingentati e percorsi di visita, nonché impianti e dispositivi di protezione.

«Le difficoltà sono tante – commenta il direttore Carmelo Malacrino -, ma sfide epocali come questa che stiamo vivendo e che certamente è già entrata nella storia mondiale, vanno affrontate con coraggio e determinazione.

Già ad aprile ho istituito un gruppo tecnico di lavoro formato da funzionari architetti e per le tecnologie, nonché da assistenti e operatori tecnici, per l’elaborazione dei nuovi protocolli per il personale e per i visitatori, in collaborazione diretta con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, e con il medico competente. Qualche giorno fa si sono aggiunti i funzionari archeologi e restauratori per l’attuazione delle linee guida sui prodotti da usare per assicurare la tutela del patrimonio archeologico».

Il MArRC punta a riaprire i suoi spazi espositivi, ma in assoluta sicurezza. I protocolli richiesti dalla Fase 2 saranno molto rigidi e andranno dall’uso obbligatorio dei dispositivi di protezione ai presìdi igienizzanti, dalla segnaletica per il distanziamento sociale alla prenotazione e alla prevendita dei biglietti on line. Resta da sciogliere il nodo degli impianti di aerazione, fondamentali per mantenere le condizioni microclimatiche più idonee per la conservazione dei reperti.

«Con la riapertura la nostra attenzione – aggiunge il Direttore – punterà su un’efficiente informazione rivolta agli utenti, relativa alle disposizioni comportamentali nei percorsi e nei tempi della visita del Museo. Sarà un’esperienza nuova e inedita, nella quale le distanze di sicurezza si potranno trasformare in un dialogo intimo con i reperti esposti».

Nelle disposizioni del Comitato è prevista anche la possibilità di organizzare le visite in fasce orarie specifiche per evitare assembramenti negli orari di maggior frequenza e il coordinamento territoriale con i servizi di trasporto.

«Ringrazio tutto il personale del Museo per l’impegno profuso in questi mesi e per le prove che dovremo affrontare nel prossimo futuro – conclude il direttore. Lavorare in un Museo sulla sicurezza e la tutela della salute significa proteggere gli utenti esterni, ma anche tutti i colleghi che vi lavorano. La “squadra museo” è all’opera per poter ripartire presto».

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