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«APRIRE IN VIA CONTINUATIVA L’UFFICIO A VENA DI MAIDA», IL COMUNE DIFFIDA POSTE ITALIANE


Istanza  – diffida affidata all’avvocato Francesco Pitaro

di REDAZIONE 

MAIDA (CZ) –  12 NOVEMBRE 2021 –  “Si proceda,  tempestivamente e comunque non oltre sette giorni dal ricevimento del presente atto, all’apertura permanente e continuativa dell’Ufficio Postale della frazione Vena di Maida dell’omonimo Comune per sei giorni su sette, procedendo, contestualmente, all’installazione del dispositivo/postamat e comunque al ripristino dell’apertura dell’ Ufficio Postale per tre giorni a settimana”.

Lo afferma l’avvocato Francesco Pitaro (su incarico del sindaco di Maida Salvatore Paone) nell’atto di diffida indirizzato a Poste italiane, ai Ministeri dello Sviluppo Economico e  dell’Economia e Finanze, all’Ufficio Postale di Maida (in persona dei legali rappresentanti) e al direttore delle Poste/Filiale di Catanzaro.

“L’istanza-diffida mira a rendere possibile  – spiega l’avv. Pitaro – che la popolosa comunità in cui è ubicato l’Ufficio Postale, possa continuare a godere effettivamente del servizio pubblico/universale che deve obbligatoriamente rendere Poste Italiane.

E tanto si chiede, in quanto la chiusura parziale dell’Ufficio Postale sta causando enormi e ingiusti disagi e danni alla popolazione composta quasi totalmente da anziani che, a causa degli assembramenti, corrono rischi per la loro salute. Non avendo, tra l’altro, Poste Italiane svolto alcuna necessaria istruttoria che avrebbe permesso di comprendere che non vi sono le condizioni minime per chiudere, sebbene parzialmente, l’Ufficio Postale di Vena di Maida”.

Inoltre, l’avv. Francesco Pitaro chiede che i destinatari dell’istanza-diffida “vogliano trasmettere (se adottato), ai sensi e per gli effetti della legge 241/90, il provvedimento/atto/nota con cui è stata illegittimamente disposta la rimodulazione dell’orario di apertura dell’Ufficio Postale di Vena di Maida (riducendolo a due giorni a settimana) nonché permetterne l’estrazione di copia”.

Riservandosi “di ricorrere alla competente Autorità Giudiziaria, l’atto viene trasmesso anche al Prefetto di Catanzaro, trattandosi di questione di rilevanza collettiva che investe un servizio essenziale che determina anche effetti di ordine pubblico”.

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