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“ANIMA MUNDI”, A DAVOLI PERCORSO ESPERENZIALE DI COPPIA


Il cinema e l’arte incontrano la psicoanalisi

di REDAZIONE 

DAVOLI (CZ) –  11 FEBBRAIO 2020 –  Il progetto  “Anima Mundi” che verrà presentato oggi, 11 febbraio alle 18.30 presso la  sede del Polifunzionale di Davoli Marina,   viene alla luce  dalla collaborazione tra l’azione Cattolica di San Roberto Bellarmino di Davoli , la Dottoressa  Stefania Gualtieri, psicologa,  l’artista Barbara Ranieri  e l’Associazione Calliope – Uno Sguardo sull’Arte,   con sede a Milano, che vede la sua rappresentante locale nella Storica dell’Arte Gerarda Ranieri,  è   percorso esperienziale di coppia con modalità a dir poco sorprendenti.

La novità di questo progetto consiste nel far intersecare quelle che sono le competenze tipiche della psicanalisi,  nello specifico si utilizzeranno non solo le tecniche gruppali ma anche lo strumento di visioni cinematografiche,   e  le tecniche dell’arte, come due facce della stessa medaglia che vanno a comporre un unicum per far giungere all’obiettivo prefissato che è quello di implementare la   consapevolezza sulle modalità e i significati per instaurare una relazione di coppia efficace in una processualità in divenire. 

In una società che Bauman definisce “liquida” , caratterizzata  per un’assenza di confini e limiti e con relazioni che divengono “ connessioni” e “ disconnessioni” questo progetto vuole scommettere che con una maggiore consapevolezza emotiva, ed   una buona  gestione delle dinamiche relazioni si  migliori  la qualità di vita personale ed ovviamente il tutto si ripercuote positivamente nel rapporto di coppia e di famiglia. 

L’invito è quindi quello  di partecipare non solo alla presentazione del progetto l’11 febbraio, dove più compiutamente si farà chiarezza su modalità e tematiche, ma al percorso per riscoprire che la bellezza di essere coppia, famiglia. 

Il progetto “Anima mundi”, laboratorio esperienziale: quando il cinema e l’arte incontrano la psicoanalisi. L’interesse per i sentimenti travolgenti, intensi dell’amore e le dinamiche relazionali di coppia richiama una storia ormai antica ma sempre attuale e coglie l’attenzione di molteplici ambiti letterari, filosofici, psicoanalitici, artistici, cinematografici, musicali che fa comprendere l’importanza di tale tematica e la sua centralità nel vivere quotidiano di ciascuno.

La comprensione della relazione di coppia risiede nella sua complessità individuale (cioè di ciascun singolo) e duale (cioè la coppia formata da due individualità). Ogni singolo individuo, infatti, si caratterizza per i propri bisogni, desideri, fantasmi interni, aspettative, vissuti ma allo stesso modo ogni coppia è un incastro armonioso o collusivo di bisogni reciproci e di coppia.

Oltretutto, la coppia è costituita da una dimensione temporale per cui si scandisce in differenti “fasi evolutive” che implicano inevitabilmente delle “crisi” che, se adeguatamente elaborate, conducono alla trasformazione del singolo e della coppia in una processualità in divenire o, in caso contrario, ad una rottura collusiva.

I diversi processi che vanno dall’innamoramento all’amore e al matrimonio, poi al concepimento, alla gravidanza e alla genitorialità, comportano ognuno dei differenti compiti evolutivi il cui esito comporta una “personalizzazione” del Sé individuale e una “personalizzazione” della coppia nel suo insieme.

La fase dell’innamoramento si contraddistingue per le emozioni travolgenti e per la proiezione di contenuti narcisisti per cui l’adorazione dell’altro è in realtà l’adorazione di se stessi. E’ un tempo di fusione, di non distinzione tra il sé e il non sé, la configurazione dell’uguale, la sospensione del tempo e dello spazio, l’utilizzo delle illusioni per rendere l’estraneo conosciuto e la costruzione di “fantasie condivise” necessarie per l’instaurarsi della relazione.

La fase successiva dell’amore richiede invece il passaggio dall’illusione alla disillusione con la presa di consapevolezza dell’altro diverso da me e la sua accettazione, così da elaborare una “realtà condivisa” attraverso cui si stabiliscono ruoli e confini accogliendo la separatezza, l’autonomia e la reciprocità. Il passaggio dall’onnipotenza all’accettazione del “not me” e quindi alla sicurezza e alla fiducia è indispensabile per la costruzione di una membrana diadica che delimita adeguatamente gli spazi dell’Io, del Tu e del Noi.

Questo stato di riconoscimento dell’altro potrà condurre, in modo sano, alla rimodulazione di aspettative, richieste reali e fantasmatiche all’altro. Tuttavia, quando l’altro inevitabilmente diverrà oggetto di proiezioni di parti di sé scisse, aggressive, negate, rimosse, dissociate condurrà all’attualizzazione di conflitti ed incomprensioni poiché si mantiene quello stato di fusione che diviene ora “con-fusione”.

La fase della genitorialità diviene un processo ancor più complesso in quanto richiede modificazioni strutturali (dalla coppia alla triade), un disinvestimento affettivo, la richiesta di “costruzione congiunta” con modificazioni profonde nell’universo rappresentativo e comunicativo della coppia.

Il superamento funzionale di ciascuna fase e compito evolutivo comporta un’adeguata autoregolazione interna sia individuale che di coppia, il monitoraggio affettivo reciproco, la sintonizzazione affettiva, la conoscenza della propria “coppia interna” e del proprio “figlio interno” e la presa di consapevolezza della differenziazione tra l’utilizzo dell’altro (difensivo o riparativo) e l’utilizzo della relazione (proiezioni e aspettative).

Pertanto, ben si comprende come il processo di costruzione e mantenimento della coppia passa inevitabilmente da un adeguato sviluppo del Sé che avviene all’interno di un contesto relazionale primario e socio-culturale.

Non è una casualità infatti che in questo tempo si riscontrano molteplici difficoltà nei rapporti di reciprocità. La società liquida descritta da Bauman in cui mancano confini delimitati, lo spazio e il tempo si dilatano, le relazioni divengono connessioni e disconessioni, rappresenta un contesto all’interno del quale si riscontra una mancanza di rispecchiamento emotivo e di riconoscimento di sé come individuo con pensiero, emozioni, vissuti e storia tale per cui il proprio Sé perde la continuità e la struttura divenendo anch’esso liquido e alienato.

E’ il tempo della morte del desiderio, della sua vocazione che è forza generatrice, spinta vitale che si costruisce sulla mancanza della presenza di sé per l’altro e viceversa, che conduce sempre alla ricerca dello stesso “ancora” in una accezione del “nuovo”. Lacan sosteneva che “amare è dare all’altro ciò che non si ha”.

 Obiettivi

Il corso nasce dall’esigenza di affrontare le difficoltà che emergono all’interno della relazione col partner e che coinvolgono i propri vissuti, le rappresentazioni, le dinamiche relazionali, lo stile comunicativo, il modo di esprimere le proprie emozioni e di accogliere l’altro, la capacità di negoziare e rimodulare le aspettative.

Obiettivo generale: implementare un’adeguata consapevolezza sulle modalità e i significati per instaurare una relazione di coppia efficace in una processualità in divenire. Obiettivi specifici: Favorire una maggiore conoscenza sulle fasi e compiti evolutivi di coppia, nonché sulle strategie risolutive in termini di stili relazionali e comunicativi; Contattare le proprie emozioni, i propri vissuti e rappresentazioni in un contesto di condivisione e reciprocità; Implementare la costruzione del “senso del Noi” attraverso la creatività e la fantasia sulla base della percezione e del sentire emotivo della coppia. 

 Destinatari: E’ un percorso esperienziale rivolto alle coppie che vogliono “scoprirsi” e “riscoprirsi” e rendere efficaci e gratificanti le proprie relazioni affettive e per un arricchimento reciproco. Metodologia: Il modello di lavoro è quello del “gruppo esperienziale”, ovvero lavorare su un tema mettendosi in gioco con le proprie emozioni, vissuti, esperienze, in un assetto gruppale che consenta un confronto a più livelli di partecipazione, attraverso l’utilizzo di brevi proiezioni cinematografiche come stimolo attivo per la discussione e metodologie artistiche per il raggiungimento dei diversi obiettivi delineati.  

Attività e fasi: Il laboratorio si svolgerà in fasi diverse alternando il gruppo esperienziale con gli incontri d’arte. Dopo una breve presentazione personale, inizieremo a lavorare in gruppo utilizzando sequenze cinematografiche legate alle relazioni di coppia. Questo montaggio farà da stimolo, sarà una specie di “sonda” che ci consentirà di esplorare il mondo delle relazioni intime.

Avremo quindi la possibilità di confrontarci, parlare insieme delle relazioni di coppia, di dipendenza e autonomia, come nascono conflitti all’interno della coppia, disagi nella comunicazione, confini, l’innamoramento, l’amore, la sessualità e molto altro ancora. Gli incontri d’arte, invece, prevedono l’utilizzo della metodologia artistica che mediante la creatività e la fantasia e spazi formativi si realizzerà un lavoro di coppia che canalizzerà le emozioni, i vissuti e le rappresentazioni in un prodotto artistico come elaborazione del costrutto “senso del Noi”. Nello specifico, le metodologie artistiche che verranno adoperate sono le seguenti:

Tecnica dell’autoritratto (Frida kahlo e Diego Rivera): la nostra identità si forma attraverso il rapporto con lo “specchio” cioè la rappresentazione che gli altri hanno di noi (genitori, partner, amici) e che ci rimandano (feedback sociale). Obiettivo 1° livello Io: Conoscenza di sé. Tecnica della fotografia (S. Dalì e Amanda Lear): lo sguardo dell’altro (partner) e la sua rappresentazione cioè come l’altro mi vede. Obiettivo 2° livello Tu: Conoscenza di sé e dell’altro diverso da sé. Tecnica del mosaico (Nik Spatari e Hiske Maas): lavoro in condivisione per la realizzazione di un prodotto co-pensato e co-costruito che simboleggia il costrutto del Noi. Obiettivo 3° livello Noi: sintonizzazione e reciprocità, costrutto del senso del Noi. Tecnica della performance (M. Abramovic e Ulay): spazio per la sperimentazione e l’esplicitazione della propria interiorità, delle proprie emozioni più profonde, per liberare e sentire la propria autenticità individuale e di coppia. 

Tempi e durata: Il corso si svolgerà in 8 incontri della durata di un’ora e mezza ciascuno a cadenza quindicennale. Il corso inizierà in data 18 Febbraio 2020 e si concluderà in data 5 Maggio 2020. I incontro 18/02: stefania (innamoramento: fusionalità e fantasie condivise). II incontro 27/02: stefania (amore: differenziazione e realtà condivise). III incontro 10/03: barbara (autoritratto). IV incontro 17/03: stefania (genitorialità: reciprocità e appartenenza). V incontro 30/03: barbara (fotografia). VI incontro 7/04: stefania (creatività base del rapporto). VII incontro 21/04: barbara (performance). VIII incontro 5/05: barbara (mosaico). Orario: 18.30-20.00.    

Risorse. Risorse umane: Emanuele Cazzato, ideatore, gestirà l’organizzazione del corso. Stefania Gualtieri, Psicologa, condurrà il gruppo esperienziale nelle varie fasi. Barbara Ranieri, Artista, si occuperà della parte artistica/espressiva. Gerarda Ranieri, Storica d’Arte, trasmetterà le proprie conoscenze d’arte in spazio formativo. Viviana Vono, studentessa di Psicologia, sarà co-conduttrice e osservatrice del gruppo esperienziale. Alessandro Arena, si occuperà della parte informatica e di propaganda pubblicitaria. Risorse materiali: struttura per accoglienza del corso; video proiettore e pc; tele, pennelli, colori, ecc.

Conclusione: La finalità del progetto ideato mira al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé, dell’altro e della coppia mediante una riscoperta di desideri, bisogni, emozioni, vissuti che possano contribuire alla costruzione di una matrice condivisa e reciproca di appartenenza al Noi e di mantenimento della differenziazione Io-Tu, aspetti indispensabili per un adeguato funzionamento relazionale di coppia.

Al termine del progetto, verranno consegnati gli elaborati artistici realizzati dalle stesse coppie che concretizzano il significato personale attribuito al costrutto del Noi. “Nella vita, proprio come nella tavolozza del pittore, non c’è che un solo colore capace di dare significato alla vita e all’arte: il colore dell’amore.” Chagall.  

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