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AMBULANZE DALLA LOMBARDIA, I DUBBI DI “CATANZARO BENE COMUNE”


Riceviamo e pubblichiamo:

CATANZARO – 21 GENNAIO 2022 – Leggiamo in una nota del 5 gennaio, diramata da una emittente televisiva regionale che il governatore della Calabria, si è recato a Milano per  “importare buone pratiche”.

Entriamo nel merito di queste buone pratiche per capire meglio.

Il problema che Occhiuto spera di risolvere è il seguente: “Basta ambulanze che arrivano in ritardo e senza attrezzature”, aggiungiamo anche senza medici a bordo.

A tal fine il governatore stipula un accordo con l’Areu, l’Agenzia regionale emergenza-urgenza della Lombardia. Lui auspica che nel giro di qualche mese anche la Calabria si doterà di un sistema di emergenza civile.

A volte, continua Occhiuto, basta importare nuove pratiche, senza doversi inventare nulla.

La cosa non ci convince e cerchiamo di saperne di più, ed ecco cosa abbiamo scoperto:

“È un vero terremoto nel mondo delle ambulanze milanesi quello scatenato dal provvedimento con cui due giorni fa la Procura di Pavia ha ottenuto il sequestro della cooperativa First Aid.” (Il Giornale.it 20 ottobre 2021)

la Guardia di finanza di Pavia, nell’ambito di una indagine relativa ai presunti appalti truccati per i servizi di trasporto in ambulanza, ha eseguito 4 arresti e numerose perquisizioni e sequestri in Lombardia, Marche, Lazio e Sicilia.

“Le fiamme gialle hanno accertato che la base d’asta dell’appalto era stata fissata illegalmente a una soglia inferiore alle tariffe regionali, causando, di fatto, l’esclusione automatica degli altri operatori sanitari che non avrebbero mai potuto accettare lecitamente un’offerta cosi svantaggiosa.” (La Repubblica 18 marzo 2021) Per poter mantenere queste tariffe, i lavoratori venivano inquadrati come volontari, percependo una paga da fame.

Molte sono inoltre le violazioni contrattuali e sanitarie di questo sistema di malaffare:  ritardi e disservizi, mezzi che risultano operanti in più posti, mancanza di luoghi attrezzati in cui ricoverare i propri mezzi rendendo impossibile effettuare non solo la regolare sanificazione  dei veicoli ma anche la stessa pulizia delle ambulanze al termine del trasporto di ogni paziente.

La cooperativa indagata è parte di un consorzio più ampio con sede a Messina nel quale sono presenti altre cooperative operanti nel settore del trasporto sanitario.

A questo punto la domanda sorge spontanea: sono queste le buone prassi di cui parla il nostro governatore, è questo il modello virtuoso che la Calabria dovrebbe importare, per far funzionare i servizi di trasporto in ambulanza, un settore così delicato, da cui dipende la vita di tanti cittadini ?

Per chi, vuole saperne di più, consigliamo di andare a guardarsi la puntata di Report del 13 dicembre 2021, dal titolo eloquente “Il re delle ambulanze”.

 Associazione Catanzaro Bene Comune 

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