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AMBIENTE, IL TAR CALABRIA ORDINA LA DEMOLIZIONE DI DIECI BUNGALOW A CAMINIADI STALETTÌ


Costruiti decenni fa su un’area riconosciuta formalmente come suolo demaniale marittimo

di Salvatore CONDITO

STALETTÌ (CZ) –  24 GIUGNO 2021 – Dura lex sed lex.

Con una sentenza della camera di consiglio del giorno 22 giugno 2021, con l’intervento dei magistrati Giovanni Iannini, presidente, Martina Arrivi, referendario e Gabriele Serra, referendario, estensore, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria stronca il tentativo avviato da Giovanni Aversa, rappresentato e difeso dagli avvocati Luana Posella, Fabrizio Alfieri.

Il decreto di demolizione per nove bungalow ed un parcheggio, in località Caminia , costruiti decenni fa su un’area riconosciuta formalmente come suolo demaniale marittimo, resta esecutivo.

La sentenza di rigetto alle procedure di demolizione è destinato a percuotere i suoi effetti anche sulla posizione di altri 67 soggetti, che lo scorso dicembre, sono stati parimenti raggiunti dalla Procura con un distinto decreto di sequestro preventivo di immobili ritenuti abusivi, poiché ricadenti tutti nella stessa area di circa sei mila mq, tra spiaggia e ferrovia, a pochi metri dal mare, in località Panaja a Caminia, nel comune di Stalettì.

Il fronte delle amministrazioni pubbliche (Ministero dell’Economia e delle Finanze, Regione e Comune) allineate sull’iniziativa della Procura contro l’occupazione dell’area demaniale sono chiamate ad agire.

Sullo scopo di restituire alla fruibilità pubblica un’area così preziosa si era espresso il sostituto procuratore della Repubblica  Giancarlo Novelli. La sentenza, che pure elenca gli atti compiuti da ciascuno ente, su impulso della Procura, per la demolizione e la restituzione al patrimonio pubblico dell’area, non è stata commentata pubblicamente da parte di nessuno.

Alcune perplessità da parte di alcuni cittadini, alcuni dei quali in fasce quando sulla costa si usava costruire prima di avere titoli di autorizzazione, riguardano anche i costi e la necessità di garantire il risultato finale.

La demolizione di 71 villette, infatti, tanto ne sono previste complessivamente dall’operazione “Vista mare”, da cui nasce il ricorso rigettato dalla sentenza del Tar, a fronte di un beneficio oggettivo di legale restituzione di un patrimonio pubblico alla collettività, comporta costi non solo materiali per le opere di demolizioni, garantite attraverso il Comune dalla Regione attraverso il dipartimento Ambiente, ma soprattutto di carattere ambientale se si considerano i volumi di rifiuti speciali e inerti che dovranno essere smaltiti, impattando con un sistema regionale oggettivamente critico su cui sarà necessario da parte di tutti gli enti vigliare.

Alla Procura, che si avvale del Comune al fine di reperire le risorse finanziarie per procedere alla demolizione, e che ha individuato tramite una procedura selettiva l’impresa privata cui affidare i lavori di demolizione, la comunità di Stalettì rivolge un accorato appello affinché non si presenti il rischio che una bella e vasta area sul mare sia trasformata in un’immensa discarica.

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