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AMARONI (CZ) – UNA SERA D’AUTUNNO A BASE DI “VINO E NOTE”


Iniziativa dell’amministrazione comunale: rievocata la vendemmia di una volta con la pigiatura delle uve in piazza a piedi nudi

Articolo e immagini di Franco POLITO

AMARONI (CZ) – 10 OTTOBRE 2017 – Un “rito” antico che emoziona ancora.

Una festa delle realtà contadine di una volta, quando la semplicità era una regola e il domani, accontentandosi di poco,  era vissuto “alla giornata”.

Uno spaccato di socialità scandito da suoni e canti che dettavano il ritmo del lavoro.

E’ la vendemmia di una volta. Quella realizzata in “maniera naturale” con la pigiatura delle uve affidate ai piedi nudi dei contadini. Ad Amaroni non l’hanno dimenticata. L’amministrazione comunale del sindaco Luigi Ruggiero non l’ha dimenticata.

Anche quest’anno l’ha resa protagonista di “Vino e Note”, rievocazione in piazza dell’antica usanza della mostatura nell’ambito dell’evento storicizzato “E … state ad Amaroni” per il quale ha chiesto un finanziamento alla Regione Calabria in risposta all’Avviso Pubblico  “Iniziative Culturali 2017”.

Domenica pomeriggio piazza dell’Emigrante si è trasformata in una immensa cantina all’aperto che ha attirato l’attenzione di intere famiglie e di molti curiosi giunti apposta dal comprensorio.

La tinozza, riempita con grappoli bianchi e neri, l’ha fatta da padrone. Nel “ruolo” di pigiatore, il consigliere comunale di maggioranza Francesco Muzzì. Il suo “balletto” sull’uva che pian piano diventava mosto ha fatto tornare indietro negli anni.

Il ritmo delle gambe ha coinvolto tutti, tanto che Peter Hausherr, sindaco di Risch – Rotkreuz, cittadina elvetica gemellata con Amaroni, in questi giorni nella “Cittadina del Miele” per il consueto viaggio previsto dagli interscambi tra le due comunità, non ha resistito. Via le scarpe, via le calze, pantaloni arrotolati ed anche lui si è catapultato nel recipiente.  

E poi la musica, i giochi popolari e, in serata, “U mangiara da vindigna” (Il cibo della vendemmia), con i piatti tipici serviti allo stand gastronomico. Il menu prevedeva “Baccalà frittu”, “Alici acconzati”, “Capicuoadhu dà panzisca”, “Provuluna piccanta”, “Pipi frijuti” e, naturalmente, un bicchiere di vino in allegria.

Per finire, il concerto live di “Korabattenti” a suggellare una serata d’autunno vissuta come una volta.

Una serata di “Vino e Note”.

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