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AMARONI (CZ) – UN “TESTIMONE” PER GIUSEPPE


Nella “Cittadina del Miele” la prima tappa della staffetta solidale “Su Due Ruote per la Vita” destinata a raccogliere fondi in favore di un ragazzo catanzarese ricoverato a Torino a causa di una grave patologia al rene

 di Franco POLITO

 AMARONI (CZ) – 16 OTTOBRE 2017 –  La forza della solidarietà non conosce confini. Investe gli spaccati migliori della società. Quella che non esita a dare una mano senza se e senza ma. Quella che si muove in maniera spontanea. Senza clamori e non pretende di essere incensata.

Quando si mette in moto, è un moto inarrestabile. Come per l’Associazione Tomahawk, associazione culturale no-profit con sede in Catanzaro, che ha promosso un’ iniziativa di raccolta fondi per sostenere le spese di un giovane catanzarese, Giuseppe Rotundo,  chiamata “Due Ruote per la Vita.

L’iniziativa prevede la consegna di un “testimone” simbolico, un documento destinato alla raccolta firme, che viaggerà a staffetta da gruppo a gruppo motociclistico, per raccogliere dei fondi in favore di Giuseppe, attualmente ricoverato a Torino dove si è sottoposto a un delicato trapianto del rene e  bisognoso di cure continue.

Come per gli Indian Bikers MC Catanzaro del presidente Raffalele Posca, Motorcycle Club di riferimento del Capoluogo, che ha immediatamente sposato l’iniziativa di beneficienza prendendone attivamente parte.

Come per gli amici storici del Moto Gruppo I Scasedati di Amaroni, scelti per l’importante iniziativa benefica. Come per l’amministrazione comunale amaronese, che d’istinto ha aderito alla pensata.  

Sabato sera, infatti, la “staffetta” è stata orgogliosamente consegnata dagli Indians Bikers agli Scasedati. L’accoglienza per gli Indians è stata a dir poco emozionante e, a tratti, commovente nel momento in cui i partecipanti hanno contattato in videochiamata Giuseppe.  

Un’accoglienza in “perfetto stile amaronese” a cui ci hanno pensato il presidente de “I Scasedati” Danilo Nardo, il sindaco Luigi Ruggiero, l’assessore comunale Giuseppe Laugelli e un  ragazzo del posto, Domenico Scichitano, anch’egli in attesa del trapianto di un rene.  

Tra foto,  visita a Fontana Vecchia, sosta davanti alla chiesa parrocchiale con preghiera e assaggi gastronomici, la serata è scivolata via all’insegna della fratellanza e della condivisione, animata dal convincimento di riuscire a ridare a Giuseppe “una nuova vita”, sicuramente più dignitosa. Presto, infatti, il testimone passerà nella mani di un altro gruppo motociclistico per proseguire la staffetta.  

Giuseppe Rotundo, 32enne catanzarese, ragazzo umile, semplice, da sempre vicino all’ambiente bikers, dal febbraio 2014 combatte contro una gravissima patologia renale che lo costringe, quasi con cadenza quotidiana, a sottoporsi a lunghissimi cicli di dialisi.  

Tuttavia la terapia non è sufficiente per ristabilire l’insufficienza renale. Infatti al nostro caro Giuseppe, sin dal febbraio 2014, è stata diagnosticata la cronicità della malattia della quale è affetto, ragion per cui si è di recente sottoposto ad un delicatissimo trapianto dei reni che si è svolto presso un noto ospedale di Torino.  

La precaria condizione fisica non gli permette di espletare alcuna attività lavorativa, poiché attualmente inabile al lavoro e si trova costretto, suo malgrado, a dover subire (oltre alle quotidiane lunghe sedute di dialisi che ha dovuto sostenere in questi anni) anche lo stato di disoccupazione.  

Evidenti e pesantissime, inoltre, le ripercussioni psicologiche in capo ad un ragazzo di giovanissima età che si vede frustrato rispetto ad ogni progetto di vita, poiché impossibile da realizzare in dette condizioni.  

A ciò si deve aggiungere una situazione economica familiare drammatica, ai limiti dell’indigenza. Giuseppe, a causa del trapianto dei reni, dovrà affrontare numerosissimi viaggi (tratta Catanzaro – Torino e ritorno), sopportando ingenti spese di viaggio e di pernottamento.  

Senza contare tutte le trasferte che sosterrà per sottoporsi a tutti gli esami diagnostici strumentali post intervento, nonché alle prescritte visite di controllo.  

Ora per lui qualcuno si è messo in moto: a staffetta lo sta facendo su due ruote passandosi il “testimone della vita”.

 

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