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AMARONI (CZ) – Statua San Fulgenzio, De Vito confida in Bova


Reperto raro da salvare: Devito auspica un intervento di Bova

Reperto raro da salvare: Devito auspica un intervento di Bova

L’ex sindaco di Amaroni invoca l’intervento del neo consigliere regionale perché la preziosa effige venga restaurata e non vada perduta

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud, 7 febbraio 2015)

AMARONI (CZ) – 7 FEBBRAIO 2015 – Il problema del restauro della statua lignea di san Fulgenzio, che si conserva, purtroppo in non buone condizioni, nella chiesa matrice di Amaroni, è stato posto all’attenzione del consigliere regionale Arturo Bova. A rivolgergli un accorato appello affinché l’opera artistica non vada perduta è l’ex sindaco amaronese Rocco Devito.

«Sulla figura storica di san Fulgenzio, vescovo di Ruspe – scrive Devito – e sull’importanza per il patrimonio culturale calabrese e nazionale che riveste la statua lignea si è già espressa la Soprintendenza alle antichità e ne è stato persino interessato il Parlamento. Giunse all’epoca la risposta e l’assicurazione dell’allora ministro Galan che la statua sarebbe stata restaurata. Fu anche riconosciuta la necessità di un pronto intervento per scongiurare la perdita di un manufatto artistico e storico, pronto intervento che in quella circostanza non venne eseguito per indisponibilità finanziaria sia dell’ente proprietario che dell’ufficio periferico. Poiché non serve riconoscere la necessità dei lavori e poi non farne nulla, ci si sarebbe dovuto chiedere perché mai sia stata lasciata cadere nel vuoto la proposta del ministro di trasportare la statua nel laboratorio di restauro della Soprintendenza “per procedere ad un intervento conservativo da eseguirsi in amministrazione diretta”. Credo che all’epoca sia venuta meno la volontà di procedere da parte di chi di dovere, e in noi forse quella di insistere, affinché la promessa del ministro non finisse nel dimenticatoio delle buone intenzioni».

Rivolgendosi a Bova, Devito chiede di «tentare di conseguire, prima che la statua vada definitivamente perduta, quella finalità che tu stesso, da sindaco di Amaroni, insieme al consiglio comunale unanime, abbiamo riconosciuto con deliberazione del massimo organo comunale, come atto doveroso nei confronti del patrimonio culturale».



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