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AMARONI (CZ) – Scatta la protesta, panificio chiude per tre giorni

Una veduta di Amaroni [1]

Una veduta di Amaroni

La serrata è dovuta alla vendita di pane a domicilio da parte di ambulanti e di alcuni abusivi. Se le cose non cambiano i titolari pensano di chiudere e riaprire altrove

di Salvatore Taverniti (Gazzetta del Sud, 20 marzo 2015)

AMARONI (CZ) – 21 MARZO 2015 – Il messaggio è chiaro: o si cambia o si chiude definitivamente. C’è una protesta in atto ad Amaroni da parte dei titolari dell’unico panificio in attività.

L’azienda, che ha il laboratorio di produzione in località “Chiusi” e il punto vendita in piazza dell’Emigrante, in pieno centro storico, ha chiuso i battenti per alcuni giorni. La serrata è cominciata mercoledì scorso e si protratta fino a ieri, venerdì 20 marzo. Il motivo: la vendita di pane a domicilio da parte di ambulanti e probabilmente da parte di alcuni abusivi.

«La situazione è già di per sé difficile – dice a “Gazzetta del Sud” uno dei titolari del panificio amaronese, Rocco Serratore – e le piccole attività, i piccoli negozi andranno inesorabilmente verso la chiusura. E’ una situazione che non riguarda solo Amaroni, me ne rendo conto, ma tutti i piccoli centri. Il nostro è un segno, un messaggio che vogliamo lanciare alla comunità locale: cercate di non far morire le piccole attività. Il panificio poi si configura più come un servizio alla popolazione che come un’attività redditizia».

Intanto, per tre giorni i clienti assidui del panificio Serratore hanno trovato la porta chiusa. La speranza dei titolari è che la comunità si renda conto che l’azienda sta rischiando di chiudere. «Se alla riapertura – conclude Serratore – ci accorgeremo che le cose non saranno cambiate, allora penseremo seriamente a chiudere definitivamente l’attività per riaprirla magari altrove».